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Addio al dottor Mauro Barbanera, un pezzo di storia dell’ospedale di Livorno
Per quasi 40 anni a Malattie Infettive, aprì le sezioni Aids ed Epatologia. «Gli siamo molto riconoscenti»
LIVORNO. È morto Mauro Barbanera, medico notissimo e molto apprezzato in città per i suoi quasi quarant’anni di professione. Con lui se ne va un pezzo di storia dell’ospedale di Livorno e in particolare del reparto di Malattie Infettive, dove ha lavorato dal primo gennaio del 1969 fino al 2005 quando è andato in pensione.
Classe 1940, Barbanera era l’ultimo testimone di una squadra di medici che hanno costruito le fondamenta della struttura d’eccellenza che oggi conosciamo: «Col professor Pardelli e con i colleghi D’Alessandro, Niccolai e Menicagli ha consegnato a chi è venuto dopo un reparto di valore», ricorda Spartaco Sani, primario al 9° padiglione. «Gli siamo molto riconoscenti. A lui in particolare dobbiamo la sezione Aids e il centro di epatologia – continua Sani –. Quando all’inizio degli anni Ottanta fu scoperto l’Hiv, il dottor Barbanera per primo, insieme a Menicagli e Alessandro Niccolai, affrontò la malattia, montando l’ambulatorio e organizzando l’attività della sezione Aids, per la quale fin dal 1984, con competenza, passione e impegno, è stato il punto di riferimento dell’ospedale, così come quando nel 1993 sono cominciate le terapie. Possiamo dire che fino al pensionamento è stato il principale protagonista di questa avventura che ancora oggi continua».
E poi c’è stata la creazione del Centro di Epatologia. Anche qui Barbanera ha messo le basi di un’attività che si è consolidata e che oggi fa del reparto di Malattie Infettive un riferimento clinico ben oltre il territorio cittadino: «Lui e Menicagli, sotto la direzione di Pardelli, hanno avuto il merito di aver organizzato una struttura dedicata allo studio e alla cura delle malattie del fegato, virali ma non solo, pervenuta in breve tempo a una elevata specializzazione nella clinica diagnostico-terapeutica e nell’ecografia diagnostica – continua Sani –. La nostra attuale sezione di epatologia nasce dalla sua iniziativa».
Barbanera si era laureato a 24 anni all’università di Pisa, specializzandosi a Modena in Malattie Infettive e tropicali. In ospedale ha salito tutti i gradini, partendo da assistente medico volontario e arrivando fino ad “aiuto anziano” (cioè vice primario). Ha anche guidato il reparto in più occasioni come facente funzione, prima alla morte del professor Pardelli, tra il 1994 e il 1995, poi quando il dottor Menicagli nel 1999 è andato in pensione.
Nei primi anni di carriera era stato anche medico di famiglia (quando ancora l’attività poteva essere abbinata a quella di medico ospedaliero), medico scolastico del Comune e a lungo ha insegnato alla Scuola Allievi Infermieri degli Spedali Riuniti e alla Croce Rossa di Livorno. Lascia la moglie Lilly e due figli, Alessia, psichiatra, e Filippo, professore di Biologia all’università di Pisa. Come da sua volontà la notizia della sua scomparsa è stata divulgata ad esequie avvenute.
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