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Tozzi e l’elogio del tifo Libertas. «Come giocare sempre in casa»

di Fabrizio Pucci
Tozzi e l’elogio del tifo Libertas. «Come giocare sempre in casa»

L’ala amaranto: «Non c’ho pensato due volte a dire sì, sono carico». E su Buca c’è il retroscena di Mannucchi: «Piaceva a Bechi per l’A2»

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LIVORNO. Due giovani per volare. La Libertas si affida alla linea verde per consolidare il gruppo in mano a coach Andreazza. Prima giornata da giocatori amaranto per l’ala forte Luca Tozzi (2 metri, proveniente da San Miniato) e il pivot Dorin Buca (romeno di 216 centimetri). Il primo è nato a fine ’99, il secondo nel 2002. Entrambi hanno sottoscritto un contratto biennale. La palestra Evo One ha ospitato la loro presentazione ufficiale di fronte a tantissimi tifosi attenti ed entusiasti e che hanno pure interrotto la conferenza stampa con i loro cori.
Tozzi e la LL nel destino
Toscano di Castelfiorentino, ultime stagioni a San Miniato, nello scacchiere amaranto sostituirà Andrea Sipala: «Sono carico, emozionato e impaziente di cominciare questa avventura», ha dichiarato. E poi ha spiegato: «Quando due stagioni fa la Libertas è venuta a giocare a San Miniato, dal calore e dal numero di tifosi amaranto, mi sembrò di giocare in trasferta. Per questo motivo quando il club mi ha contattato (era già accaduto senza sviluppi qualche tempo prima) non ci ho pensato due volte e ho subito accettato la proposta. E dire che io non sono nemmeno impulsivo e sono molto lento nel prendere le decisioni. Alla Libertas, invece, è stato molto facile dire di sì». In campo però, il ragazzo è svelto di pensiero di azione: «Assolutamente. Pondero le decisioni extrapartita. Quando gioco invece sono veloce e ho varie soluzioni in attacco». Il ds Mannucchi ha rivelato un gustoso retroscena: «Il padre di Luca – ha detto – è dirigente del Castelfiorentino e quando siamo andati a giocare là in campo neutro contro Desio, ci parlammo. Fu lui, fra il serio e il faceto, a dirci che se la Libertas avesse fatto un’offerta a Luca, probabilmente avrebbe accettato».
Buca il rumeno umbro
È nato in Romania nel 2002, ma il suo accento è umbro: «Da piccolo mi sono trasferito a Narni, in provincia di Terni per cui parlo con la cadenza di quei luoghi». E con la cadenza ternana Dorin (51 e mezzo di piede e un’altezza siderale) ha spiegato che tipo di giocatore è: «Nonostante l’altezza non sono il classico 5 che sta fermo in mezzo al pitturato ad aspettare che gli venga passata la palla. Mi piace muovermi, uscire e dare qualche riferimento in meno alle difese avversarie. Che cosa posso dare alla Libertas? La mia esperienza è limitata alle minors, ma darò tutto me stesso e sono certo che allenandomi con Francesco Fratto e Tommaso Fantoni, imparerò molto presto i trucchi del mestiere di questa categoria». Buca ha già iniziato ad allenarsi con i nuovi compagni di squadra: «Per ora ho conosciuto Madeo, oltre a Fratto e Fantoni. L’ambiente è ottimo e ci sono i presupposti per fare bene. Sono felice di questa scelta». Anche in questo caso è intervenuto Mannucchi: «Quando abbiamo contrattualizzato Dorin, abbiamo incassato i complimenti di coach Luca Bechi. Ci ha confessato che pure lui seguiva con interesse il ragazzo, ma che noi ci siamo mossi per tempo: fin da gennaio». 

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