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Bagni Lido, è boom “subaffitto” degli ombrelloni: «Venti clienti in più ogni giorno»
Livorno, parla il direttore Nicola Ganni, promotore dell'iniziativa: «I titolari così risparmiano metà abbonamento l’anno»
LIVORNO. «La nostra iniziativa sta funzionando alla grande e dopo i primi giorni di diffidenza ora i nostri clienti “affittano” fra i dieci e i 20 ombrelloni al giorno. Ne beneficiano molti turisti stranieri, come gli statunitensi e i tedeschi, che cercano le nostre strutture anche per la presenza della piscina, ma non solo: ci sono pure famiglie livornesi che non hanno l’abbonamento stagionale e che altrimenti, senza questa possibilità, da noi non troverebbero mai posto».
A parlare è Nicola Ganni, il vicedirettore dei Bagni Lido. Un passato in Australia e un presente da innovatore del settore, visto che almeno a Livorno è stato il primo a brevettare il cosiddetto “subaffitto”, naturalmente regolare e facoltativo da parte del cliente, del proprio ombrellone pagato con l’abbonamento stagionale. In questo modo, infatti, i bagnanti che ad esempio frequentano viale Italia solo il sabato e la domenica possono cedere la loro postazione, semplicemente comunicandolo in direzione, dal lunedì al venerdì o quando vogliono, ottenendo in cambio una ricompensa che va da 15 (a luglio e agosto) a 10 euro (a giugno e a settembre) al giorno.
Ganni, quella del “subaffitto” dell’ombrellone è una novità che a Livorno ha preso piede?
«Inizialmente c’era un po’ di diffidenza, anche da parte di mio padre Riccardo che è il titolare dell’azienda. Poi, però, i livornesi hanno capito e ogni volta ci comunicano i giorni in cui non ci sono, consentendoci di affittare agli altri la propria postazione».
Di che numeri stiamo parlando?
«Fra le dieci e le 20 persone al giorno. Noi, in totale trasparenza, inviamo subito una mail al titolare dell’abbonamento informandolo dell’operazione conclusa con successo e accreditandogli un “cashback”, cioè uno sconto sul prezzo finale dell’abbonamento stagionale, che dovrà saldare a settembre».
Risparmiano molto?
«Beh, ho dei clienti che pagano per l’intera stagione 1.330 euro e ora hanno un credito praticamente della metà. Quindi direi di sì».
Sembra conveniente.
«Sì, ma è anche facoltativo. Questo voglio sottolinearlo: noi non “subaffittiamo” tutti gli ombrelloni, ma solo quelli dei clienti che ne fanno espressamente richiesta. Basta che vadano in direzione e ci dicano i giorni in cui non ci sono e vogliono usufruire di questo servizio».
C’è chi preferisce lasciarlo vuoto?
«Sì, del resto fino all’anno scorso era obbligatoriamente così. Un peccato: parecchi turisti stranieri, dopo essere entrati, mi chiedevano l’ombrellone e io dovevo spiegare loro che nonostante 100-150 fossero vuoti non potevo affittarli».
Vuoti, ma pieni insomma.
«Esatto, perché essendo già pagati per l’intera stagione erano come prenotati e non potevamo affittarli. In questo caso si risolve il problema e si dà la possibilità da una parte al cliente di guadagnare, dall’altra al turista occasionale di stare al mare».
A Livorno pensa che possa prendere ulteriormente piede questa iniziativa, magari anche fra i suoi colleghi?
«Credo di sì, perché così facendo possiamo incentivare il turismo. Credo che sia una questione prettamente culturale. In altre parti d’Italia, come ad esempio nella veneta Jesolo, il progetto è già da tempo realtà. Noi non abbiamo inventato nulla, ma ora speriamo di poter incrementare l’iniziativa».
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