Gioco
Livorno, il segretario di Azione: «Né con la destra né con Pd o 5 Stelle. Al voto con un nostro candidato»
Massimo Vitrani esce dal tavolo del centrosinistra e lancia lo schieramento al centro: «Vogliamo essere l’alternativa pragmatica a populisti e politiche anti-industriali»
LIVORNO. «Abbiamo incontrato il Pd, che aveva invitato le forze politiche per una coalizione di centrosinistra, e alla luce di questo incontro abbiamo maturato ancora di più la decisione di creare una alternativa alla destra sovranista, al populismo incarnato dai 5 Stelle e a questa sinistra ideologica che ha un atteggiamento anti-industriale e che ricandida Luca Salvetti. Quindi creeremo il nostro polo, la nostra aggregazione, e andremo alle elezioni con il nostro candidato sindaco». Così il segretario provinciale Massimo Vitrani – 48 anni, esperto di fondi comunitari – annuncia che Azione, il partito di Carlo Calenda, a Livorno proverà la corsa con uno schieramento di centro.
Insieme a chi ancora non è chiaro e in dieci mesi può succedere di tutto. Ma «ritengo che non correremo soli», ribatte al Tirreno, aggiungendo per ora che «noi ci rivolgiamo a tutte quelle forze centriste, liberal democratiche, riformiste, come per esempio +Europa, socialisti, repubblicani e liste civiche con le quali abbiamo iniziato un percorso di interlocuzione». «L’aggregante – usa queste parole – saranno pragmatismo e buonsenso, sono questi i due concetti alla base del nostro programma».
In ogni caso niente corsa con il centrosinistra o con la destra, e nessuna alleanza – ma questo era più scontato – con quello che potrebbe diventare il terzo polo formato da M5S, Buongiorno e altri. «Andremo alle elezioni con un nostro candidato», annunciano dal partito guidato da Vitrani (a livello provinciale) e dall’ex assessore Maurizio Bettini (comunale). Ma chi sarà questo candidato? Quando a fine maggio in ambienti cattolici aveva iniziato a circolare il nome di Gianluca Lucetti (volto di Azione Cattolica), Vitrani aveva speso solo parole positive. «Stiamo parlando con personalità importanti del mondo imprenditoriale e sociale, ma fare un nome è prematuro», risponde oggi.
Certo è che Azione nel frattempo è uscita dal tavolo del centrosinistra («che in realtà non è mai decollato in questi anni») e che anche l’incontro dei giorni scorsi con il segretario del Pd Federico Mirabelli ha rimarcato soprattutto le differenze. «È stato un incontro molto cordiale e franco». Ma «se si discute di fare un’alleanza, sia il candidato che il programma non devono essere già decisi». «Noi pensiamo – viene al punto – che questa amministrazione comunale abbia fallito su molte cose. Innanzitutto vi è un approccio ideologico e anti-industriale, il tema del termovalorizzatore è emblematico: la globalizzazione in passato ha imposto la perdita di pezzi della nostra industria, per la prima volta ora è il Comune che decide di chiudere asset. Noi, com’è noto, siamo per una piattaforma al Picchianti, per far operare in sinergia il termovalorizzatore e l’impianto già finanziato di trattamento dei fanghi e dell’organico (con Asa). Poi i ritardi inaccettabili della riqualificazione urbanistica, sia del centro che della periferia, si veda il bando di via Grande. E anche la politica sociale e la gestione delle case popolari non sono state all’altezza, la povertà a Livorno – dati Caritas – è aumentata del 15 per cento». O ancora, fa l’elenco, «il Pnrr: l’amministrazione non è stata all’altezza, nonostante quello che viene detto Livorno ha ottenuto un terzo dei finanziamenti procapite rispetto a Pisa».
Ma non teme Azione – correndo se non da sola, comunque fuori dagli schieramenti più grandi – di raccogliere percentuali basse alle elezioni? Non rischia di finire schiacciata? «Noi vogliamo proporre alla città – risponde Vitrani – un programma per governare bene, a prescindere da possibili calcoli elettorali. In ogni caso pezzi di città si sono rivolti a noi proprio perché non si riconoscono né in questa destra, né in questa sinistra né nel populismo dei 5 Stelle. Quindi riteniamo che ci siano ampi spazi. Saremo l’alternativa al centro». Fine della storia con Italia Viva di Alfio Baldi? «I rapporti si sono raffreddati, a quanto leggo fanno ormai parte della coalizione di centrosinistra. La lontananza è politica. Noi vogliamo creare un’offerta diversa. In questo momento siamo molto, molto lontani». l
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