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Salvetti su Effetto Venezia: «È stata un’edizione da record,benzina per economia e turismo»
Il sindaco tra numeri, progetti futuri e valorizzazione della città: «Investiti 440mila euro come il 2022: facciamo conoscere Livorno al mondo»
LIVORNO. Un’edizione dei record, come la definisce il sindaco. Si parla di ben oltre 100mila presenze in cinque giorni, tra livornesi e turisti. È direttamente il presidente della Fondazione Lem, Luca Salvetti a fare la cornice di questa 38esima edizione di Effetto Venezia dedicata al Cinema che si è chiusa ieri. A quella settima arte che si è raccontata attraverso le proiezioni sui palazzi seicenteschi del quartiere. Attraverso storie, aneddoti e confronto col pubblico dei grandi del cinema e della musica, da Matteo Garrone a Ninetto Davoli, Giuliana De Sio (in sinergia col Mascagni festival che ha debuttato all’interno della kermesse) passando per Paolo Virzì, Francesco Bruni, Gabriella Pescucci, Massimo Gattabrusi. E ancora il Maestro Nicola Piovani, il Grupo Compay Segundo, la band dei Calibro 35. E poi i tanti professionisti della settima arte cittadini e non solo. E ancora la “sorpresa” tra i canali della Venezia di Barbara De Rossi.
La prima sera 20mila persone. L’edizione numero 38 di Effetto Venezia chiude con oltre 100mila presenze, tra livornesi e turisti. Un’edizione dei record?
«Oltre 100mila presenze. Sì, assolutamente, qualcuno in passato quando non c’erano controlli e riscontri puntuali ai varchi ha sparato cifre anche superiori per farsi bello, la realtà adesso è diversa i numeri sono supportati da stime puntuali di chi gestisce il piano di sicurezza e senza ombra di dubbio l’Effetto Venezia 2023 è da record».
Secondo lei la chiave di questo successo è riportare la kermesse a un solo direttore artistico e puntare a grandissimi nomi, Garrone, Davoli, De Sio, Piovani, Virzì, Bruni e altri insieme a qualità di alto livello anche sull’offerta dei nostri artisti locali?
«Un mix di queste cose: la chiave del successo è l’idea che abbiamo avuto di unire i contenuti tradizionali del festival al fascino e alla suggestione del cinema, aver affidato il tutto ad una direzione artistica, come quella di Marco Bruciati, competente nel campo cinematografico ed aver poi rilanciato eventi. Rassegne e spettacoli con i grandi nomi che ha citato».
Parlando del direttore artistico Marco Bruciati, da avversari politici alle passate elezioni al comune lavoro per il bene di Livorno?
«Non ha senso rimanere legati al confronto politico quando si parla del bene della città. Con Marco abbiamo puntato sulle sue capacità e conoscenze del mondo del cinema e sulla voglia reciproca di fare cose belle per Livorno e l’intesa è stata perfetta. La politica la vorrei tenere lontana anche perché ho visto fare cose da parte delle opposizioni francamente di dubbio gusto. Pensa c’era qualcuno di loro che sperava addirittura nella pioggia per sciupare l’evento dell’amministrazione Salvetti, senza rendersi conto che l’evento è di Livorno, dell’intera città e non di una parte politica».
Lo scorso anno a fine edizione 2022 guardando al futuro di Effetto Venezia aveva parlato di una edizione 2023 dedicata alla solidarietà, all’accoglienza, ai diritti di tutti. Cosa vi ha fatto cambiare idea e virare al Cinema?
«Un confronto interno in giunta, attraverso il quale abbiamo detto puntiamo sul cinema adesso e proponiamo il tema che io avevo battezzato “Effetto Venezia e tutti i colori del mondo” per il 2024. Su solidarietà, diritti e accoglienza ci lavoreremo visto che poi con le navi dei migranti accolte nel nostro porto, in questi mesi, siamo stati protagonisti assoluti su questo fronte».
Sindaco quanto è costata al Lem questa 38esima edizione? Rispetto allo scorso anno più o meno?
«Intanto parlerei di investimento e non di costo, la differenza è sostanziale. Abbiamo investito circa 440 mila euro e siamo sugli stessi livelli dello scorso anno, ci sono state meno spese per la safety e più investimenti per le splendide proiezioni su palazzi e fortezze».
E che ritorno economico ha, a parte l’importantissimo indotto turistico che muove?
«Il ritorno economico è super, il tessuto commerciale e della ristorazione lavora a ritmi eccellenti e anche alberghi e b&b segnano il tutto esaurito. Si conferma il fatto che gli eventi sono il traino di una città che si mostra al resto del mondo e può di conseguenza costruire una strategia che sta regalando i più alti incrementi tra gli ambiti turistici toscani rispetto al periodo pre covid».
È sulla promozione turistica che punta la Fondazione Lem di cui è presidente. Straborgo, la prima edizione della Notte Bianca, Effetto Garibaldi anche questo alla sua prima edizione: cosa bolle in pentola? Le elezioni sono tutto sommato vicine e sicuramente delle grandi idee non mancheranno.
«Beh sicuramente nessuno potrà dire che facciamo eventi così eclatanti perché si avvicinano le elezioni. La nostra è stata una scelta chiara sin dall’inizio con la mostra di Modigliani del 2019 e poi con la creazione di nuovi eventi culturali e di spettacolo che hanno coinvolto il popolo labronico e tantissimi visitatori da fuori. Abbiamo fatto centro rendendo Livorno vivace e propositiva dopo che per un bel po’di anni si era intristita e ripiegata su se stessa».
Chi sono gli uomini e le donne del Lem dietro a questo motore di iniziative ed eventi?
«Adriano Tramonti ha una capacità organizzativa unica, Gabriele Benucci cura la parte promozione con una visione nazionale, Andrea Di Ciolo è l’uomo dei numeri e della gestione delle risorse, Riccardo Antonini il nostro fantasista della grafica e dell’immagine. A loro si sono aggiunte da quest’anno due ragazze eccellenti, Valeria Iaquinta e Marta Priore, che stanno fornendo un contributo interessantissimo nei rapporti con gli artisti e nella costruzione del modello di promozione turistica. Un grazie speciale poi a Giacomo Niccolini che cura i contenuti giornalistici del sito e agli uffici comunali del turismo e della cultura che sono il trade union con la Fondazione»
Nell’organizzare questa edizione come vi siete rapportati con i residenti? Come avete limitato i disagi? Cosa si sente di dire loro rispetto anche alle tante criticità che loro segnalano legate alla sicurezza, alla “mala movida” quando le luci di Effetto Venezia di spegneranno? Ci sono progetti in questa direzione?
«Io ho aperto il festival ringraziando i residenti che per cinque giorni devono modificare le loro abitudini e il vivere quotidiano. Tutti loro sono affezionati alla manifestazione e la vivono convintamente perché è una cosa bella, certo il problema dei parcheggi è evidente e oltre alle soluzioni messe in atto dovremo trovarne altre per limitare i disagi. Sulla mala movida il discorso è generale, riguarda quel quartiere come altri e come tutte le città italiane che regalano purtroppo ogni giorno decine di problemi e fatti di cronaca. Il nostro protocollo ha dato risultati che adesso devono crescere, serve un dialogo tra residenti e somministratori e un controllo preventivo su giovani e meno giovani che chi gestisce l’ordine pubblico ha impostato in maniera seria».
Per l’edizione 2024 il sindaco ha qualche idea o ispirazione?
«Il tema di Livorno in contatto con il resto del mondo è intrigante e potremmo declinarlo attraverso la musica e le danze, ma c’è tempo per pensarci e confrontarci con chi ha lavorato a questa edizione che con il successo ottenuto sarà una bella base di partenza». l
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