Gioco
Livorno, la voglia di gelato si paga di più: al bancone aumenti fino al 20%
Abbiamo preso come esempio un cono o una coppetta con due gusti. La replica dei titolari: «Affitto, materie prime e bollette sono lievitati in un anno»
LIVORNO. Pupo aveva già previsto tutto cantando, in tempi non sospetti: «Gelato al cioccolato/dolce un po’salato». Solo che lui con “salato” si riferiva al gusto mentre noi all’aumento del prezzo della tradizionale coppetta o cono.
Gli aumenti
Aumenti, diciamolo subito a scanso di equivoci, giustificatissimi visto come tutto ciò che necessita, direttamente o indirettamente, alla produzione del gelato, dagli ingredienti base alla bolletta dell’energia elettrica abbia avuto vistose impennate. Prendendo come campione la coppetta o cono a due gusti abbiano registrato come il prezzo standard nelle gelaterie doc o bar-gelaterie sia di tre euro con alcune eccezioni di posti più economici e luoghi dove invece si spende qualcosa in più.
Il viaggio
Cominciamo dall’estremo sud della città alla Baracchina Azzurra di Miramare dove la titolare Ilenia Parri spiega che dai due euro e sessanta dell’anno scorso anno si è passati ai due e ottanta «cercando così di venire incontro ala nostra clientela. Ma non è facile tenere i prezzi cosi bassi visto l’aumento di. ..tutto».
Poche centinaia di metri verso la città e troviamo la baracchina di Nicla (lo storico “Nencini” rifugio degli studenti “bruciaoli” del tempo che fu) .Renato Stoppa, storico titolare, ha fissato il prezzo al minimo possibile tenendo gli stessi due euro e cinquanta dell’anno scorso. «Ma a che prezzo. Con tutti gli ingredienti che costano sempre di più. Per ora resistiamo domani si vedrà». Decidiamo di cambiare zona, pur rimanendo sul mare, e alla Baracchina Bianca capitiamo proprio il giorno (lunedì 31) alla cui mezzanotte il prezzo è salito da 2.50 a 3euro. In mancanza dei titolari le simpatiche bariste giustificano l’aumento né più né meno come i precedenti intervistati. Alla Gelateria Popolare di via Meyer angolo viale Italia, visto il nome accattivante, si immaginava uno sconto – scherziamo con il titolare – ma non è così: «Devo farle l’elenco di ciò che è aumentato? » . Ed è di parola Luca Saltarelli cominciando «dallo zucchero agli altri ingredienti sino addirittura alle palette di plastica. Comunque dal 2, 80 dell’ano scorso ai 3 di oggi».
In via del Littorale ad Antigano e in Piazza della Repubblica vi sono due gelaterie con lo stesso nome in virtù di un precedente unico proprietario. In ogni caso anche in queste due esercizi il prezzo della “due gusti” è tre euro. E tre euro pure per la vicinissima Caprilli, via Funaioli angolo viale Italia, dove il titolare Riccardo Menicucci ci spiega con le solite argomentazioni come da 2.80 del 2022 sia stato necessario aumentare di venti centesimi adeguandosi al prezzo di quasi tutti ovvero 3 euro.
«I clienti? Hanno capito ovviamente. Si rendono conto anche loro del caro vita. E, anzi, qualcuno ci ringrazia per non aver aumentato il prezzo in misura maggiore. Lo sa quanto costa oggi un litro di latte? ».
Ma proviamo a cambiare di nuovo zona allontanandoci dal mare per vedere che succede. Siamo al Punto Gelato in piazza Damiano Chiesa con una “filiale” in piazza Sforzini ad Ardenza. Federico Dari proprietario del locale si accalora nello spiegarci come il passaggio da 2.50 a 3 sia il «minimo sindacale visto – ci dice – come sia aumentato tutto, ma proprio tutto eh? » . E giù la lista. Sempre nell’interno della città alla Pasticceria Toscana (anche qui da 2.50 a 3) di via Roma, angolo via Fioravanti, la titolare Barbara Corsinovi ci illustra la situazione esattamente come i suoi colleghi mentre. Stesso prezzo alla gelateria Scardino in via Marradi, 2.50 invece alla Batacchina Rossa e 3 da Adone. Curioso il cartello al bar gelateria L’Acquamarina al parcheggio dei Tre Ponti che recita «coppetta uno/due gusti 3 euro, coppetta due/tre gusti 3.50», con l’opzione due gusti in bilico.
Il caro tutto
Il prezzo varierà probabilmente in virtù dell’eventuale “volume” del secondo gusto. In piazza Mazzini troviamo Cuore di Panna con i suoi tre euro mentre nella vicina Corso Mazzini, all’Angolo del Gelato (accanto alle Poste) , Francesca Fortini titolare del locale ci dice che l’aumento c’è stato sì ma solo da 2.30 a 2.50. «E le posso assicurare come, che nonostante il prezzo basso, il mio gelato sia di qualità».
Alla Fiordilatte di piazza Matteotti (piazza Roma) si è passati da 2.80 a 3 euro. «Sa quanto ho pagato di “luce”? – spiega la titolare Elisabetta Vernassa – 3.500 euro». Capito tutto. Con il pensiero rivolto ai tempi nei quali «il carretto passava e quell’uomo gridava gelati», ovvero i vari Beppe o Gigi che il cono addirittura te lo portavano a poche lire nel cortile di Shangai o Rombolino con il tradizionale frigo-triciclo, parliamo con Michele Gasparri della yogurteria Fiori di Rosa di fronte al Gazebo della Terrazza Mascagni (aumento di dieci centesimi dall’anno scorso attestandosi anch’egli sui 3 euro) .
«Quando diciamo che è aumentato tutto intendiamo proprio tutto, dalla paletta del gelato all’affitto (per me 150 euro in più al mese) . Da considerare poi la necessità di tenersi stretto il cliente e anche questo può avere un sovrapprezzo. Se mi dicono “al bimbo è cascato il gelato” cosa faccio? Glielo faccio ripagare?».
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