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Livorno, fu accoltellato per l’iPhone. Il padre: «Mio figlio ha vissuto con la paura, ora va in giro con lo spray»
In carcere il 17enne sospettato per la rapina. Il genitore del tredicenne accoltellato: «Per lui è stata una notte di terrore»
LIVORNO. Una manciata di minuti bastano perché accada l’impensabile. È per strada con il cane, una persona gli si avvicina chiedendo un’informazione. Lui si volta e, nel giro di poco, si trova faccia a faccia con un coltello. «Vattene, non ti do il mio cellulare». La reazione al rifiuto è una coltellata inferta dal rapinatore all’avambraccio della vittima. Non particolarmente profonda, per fortuna. Ma capace di lasciare il segno. «Fisicamente mio figlio sta bene, ma lo choc è stato tanto». A parlare è il padre del 13enne accoltellato in Corea, di cui non facciamo il nome per non rendere riconoscibile il figlio minore. Era il 14 marzo e il giovanissimo si trovava a pochi isolati da casa. Ha provato a resistere al rapinatore. Prima girando i tacchi, poi rifiutandosi di sbloccare il cellulare. Ma il suo aggressore non ha desistito. Ha affondato la lama e l’ha colpito all’avambraccio. Poi è stato individuato, identificato e denunciato a piede libero dai carabinieri. Ha 17 anni e, a quanto sembra, non è la prima volta che viene accusato di rapina. Tanto che attualmente si trova nel carcere minorile per un’accusa simile.
È soddisfatto che i carabinieri abbiano trovato la persona che potrebbe aver accoltellato suo figlio?
«Soddisfatto fino a un certo punto. A parte che l’ho saputo leggendo la notizia sul web, perché i carabinieri non mi hanno detto alcunché. Ma poi il timore è che questa persona tra non molto possa uscire e tornare a fare quello che faceva prima. Credo non abbia niente da perdere».
Sono passati circa cinque mesi dal giorno della rapina, suo figlio come sta?
«Fisicamente è ok».
E psicologicamente?
«Non è stato bene per mesi. Dopo quello che è accaduto non voleva più uscire di casa. Aveva paura e credo che sia normale: ha 13 anni e l’hanno minacciato al buio con un coltello».
Va un po’ meglio adesso?
«Adesso sì, da qualche settimana è tornato a uscire, ma è sempre sotto choc per quanto accaduto».
Non vi sentite più sicuri a uscire per strada?
«No. Infatti il giorno dopo l’accaduto ho comprato lo spray al peperoncino e l’ho dato ai miei familiari, non si sa mai».
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