Il Tirreno

Livorno

L’indagine

Livorno, fu accoltellato per l’iPhone. Il padre: «Mio figlio ha vissuto con la paura, ora va in giro con lo spray»

di Claudia Guarino
Qui sopra il 17enne accusato di rapina ripreso dalle telecamere (foto carabinieri di Livorno)
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Qui sopra il 17enne accusato di rapina ripreso dalle telecamere (foto carabinieri di Livorno)

In carcere il 17enne sospettato per la rapina. Il genitore del tredicenne accoltellato: «Per lui è stata una notte di terrore»

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LIVORNO. Una manciata di minuti bastano perché accada l’impensabile. È per strada con il cane, una persona gli si avvicina chiedendo un’informazione. Lui si volta e, nel giro di poco, si trova faccia a faccia con un coltello. «Vattene, non ti do il mio cellulare». La reazione al rifiuto è una coltellata inferta dal rapinatore all’avambraccio della vittima. Non particolarmente profonda, per fortuna. Ma capace di lasciare il segno. «Fisicamente mio figlio sta bene, ma lo choc è stato tanto». A parlare è il padre del 13enne accoltellato in Corea, di cui non facciamo il nome per non rendere riconoscibile il figlio minore. Era il 14 marzo e il giovanissimo si trovava a pochi isolati da casa. Ha provato a resistere al rapinatore. Prima girando i tacchi, poi rifiutandosi di sbloccare il cellulare. Ma il suo aggressore non ha desistito. Ha affondato la lama e l’ha colpito all’avambraccio. Poi è stato individuato, identificato e denunciato a piede libero dai carabinieri. Ha 17 anni e, a quanto sembra, non è la prima volta che viene accusato di rapina. Tanto che attualmente si trova nel carcere minorile per un’accusa simile.

È soddisfatto che i carabinieri abbiano trovato la persona che potrebbe aver accoltellato suo figlio?

«Soddisfatto fino a un certo punto. A parte che l’ho saputo leggendo la notizia sul web, perché i carabinieri non mi hanno detto alcunché. Ma poi il timore è che questa persona tra non molto possa uscire e tornare a fare quello che faceva prima. Credo non abbia niente da perdere».

Sono passati circa cinque mesi dal giorno della rapina, suo figlio come sta?

«Fisicamente è ok».

E psicologicamente?

«Non è stato bene per mesi. Dopo quello che è accaduto non voleva più uscire di casa. Aveva paura e credo che sia normale: ha 13 anni e l’hanno minacciato al buio con un coltello».

Va un po’ meglio adesso?

«Adesso sì, da qualche settimana è tornato a uscire, ma è sempre sotto choc per quanto accaduto».

Non vi sentite più sicuri a uscire per strada?

«No. Infatti il giorno dopo l’accaduto ho comprato lo spray al peperoncino e l’ho dato ai miei familiari, non si sa mai».
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