Il Tirreno

Livorno

Il personaggio

Freddy Shark, l’artista livornese con le mani di pinna: «Riciclo, poi creo pesci e molluschi»

di Rosanna Harper
Freddy Shark, l’artista livornese con le mani di pinna: «Riciclo, poi creo pesci e molluschi»

Federico Nocchi è manutentore meccanico con la passione per il surf e gli squali.«Pulendo le spiagge ho sempre trovato molto legno e ho cominciato a dar vita a oggetti di ispirazione marina»

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LIVORNO. Orate, saraghi e gallinelle, meduse, polpi, calamari e ippocampi, pesci spada e barracuda che si illuminano come se stessero nuotando in profondità. Pesci veri e pesci di fantasia, crostacei e molluschi. Hanno la forma di creature marine le creazioni del sufer Freddy Shark, nome d’arte di Federico Nocchi. È un “water man”, l’uomo acqua.

Utilizza materiali di riciclo, in modo particolare il legno. Dà forma a oggetti, di varie dimensioni, che esaltano e ricalcano le figure del mare. Crea.

«Mi sento un uomo di mare a tutto tondo – spiega Federico Nocchi, classe 1964, nato alla Rosa e cresciuto all’Ardenza, un lavoro di manutentore meccanico, con la grande passione per gli sport acquatici, in modo particolare per la pesca in apnea, il windsurf, il sup, il surf e il wing – e la passione per il mare la vivo da sempre, da quando ero piccolo e i miei genitori mi portavano a fare il bagno alla spiaggia dell’Accademia. Il rispetto per il mare è fondamentale e lo vivo, cercando di tenere pulito: quando vado via dal mare, porto sempre via qualcosa dalla spiaggia».

Nocchi racconta la sua passione per gli squali. «Ho una grande passione – riprende – per lo squalo, mi ritengo un esperto di squali: mi sono avvicinato a questo mondo, dopo che mia mamma, nel 1975, mi portò a vedere Lo Squalo, film di Steven Spielberg». Ed è anche grazie alla passione per gli squali che Nocchi inizia a creare oggetti, utilizzando materiali di riciclo. «Mi piace lavorare il legno che è un materiale malleabile e ho cominciato, riproducendo le armi dei guerrieri Maori. Inizialmente facevo anche oggetti, come ciondoli per collane, riproducendo la forma delle tartarughine, la tartarughina è il mio marchio. Sono un uomo di mare che crea cose: pulendo le spiagge, e trovando il legno spiaggiato, mi è venuto naturale dare vita a oggetti di ispirazione marina, basta toccare il legno, la sua consistenza, che capisco cosa poterci fare».

Per realizzare i dettagli delle sue creazioni – ad esempio gli occhi dei pesci – il surfer artista utilizza oggetti come lampadine e cassine bluetooth, ma anche vecchie catene di biciclette che maneggia per dare lunghezza ai tentacoli del polpo e del calamaro. E ancora: pezzi in ferro, come tondini, freni a disco delle biciclette per realizzare le pinne dei suoi pesci. Per modellare le meduse, invece trasforma vecchi pezzi di ferro, a cui aggiunge le lampadine.

«Per fare una creazione ci vuole tempo, solitamente, e a seconda della dimensione, ci impiego una settimana. Prima di lavorare il legno, mi piace disegnarlo, perché il disegno memorizza le forme. I pesci che amo rappresentare sono l’orata, il pesce San Pietro e il polpo che, poi, sono i pesci che si trovano nella tradizione culinaria di Livorno. La figura che, invece, piace di più è l’ippocampo e, ogni volta che lo finisco, va via subito».

Le dimensioni delle creazioni sono variabili: da 5 centimetri fino a più di un metro. Nocchi dà forma a creazioni anche su legno bruciato, una tecnica in cui il legno viene “spazzolato” e poi ammorbidito affinché rimanga la parte con le nervature. Freddy lavora nel garage che si trova sotto casa sua, mentre il lavoro più «sporco e rumoroso», quello di rifinitura, viene svolto sul mare o in prossimità del Rio Ardenza.

Molto ricca di belle immagine e foto è la sua pagina Instagram . «Uno dei miei più grandi seguaci è mio figlio Tommaso, di 24 anni: mi stimola e mi incoraggia e a lui piacciono quasi tutte le mie creazioni, per me è fonte d’ispirazione. Altra grandissima soddisfazione arriva quando le persone si complimentano per le cose che realizzo e, quando vedo dove i miei oggetti sono stati collocati, sento che il mio lavoro acquisisce senso». Nel futuro? «Vorrei vivere il più serenamente possibile il mio mare e impostare le mie passioni a seconda delle giornate. Il mare mi riempie, mi permette di rilassarmi, di mandare via i pensieri, mi purifica sempre».l
 

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