Gioco
«A Livorno distanze siderali». Tra M5S e Pd nessuna alleanza verso le elezioni
In via Donnini va in scena il primo incontro, ma «avversari come prima». «Le distanze sul piano locale sono incolmabili», riassume la capogruppo ed ex vicesindaca Stella Sorgente
LIVORNO. Il segretario Pd Federico Mirabelli dice il vero quando premette che «in dieci anni con i 5 Stelle non c’era mai stato un incontro», per poi aggiungere che «era giusto parlarsi», considerando lo scenario nazionale e anche guardando più avanti, verso le regionali del 2025.
Ma il primo incontro andato in scena giovedì sera tra Pd e Movimento 5 Stelle per provare a costruire un’alleanza in vista delle prossime elezioni comunali sarà anche l’ultimo: «Le distanze sul piano locale sono incolmabili», riassume la capogruppo ed ex vicesindaca Stella Sorgente; «le condizioni per un’alleanza non ci sono partendo dai temi», dice anche Mirabelli.
Immaginatevi la scena. La delegazione M5S formata dai consiglieri comunali Sorgente, Lucia Grassi, Luca Vecce, più la rappresentante del gruppo territoriale Alessandra Rossi, ha salito le scale della sede Pd di via Donnini giovedì sera, subito dopo avere animato ad Effetto Venezia l’urban center in versione “Sex and the City” che ha sparato a zero sulla manovra urbanistica del Comune. L’invito, com’è noto, era arrivato dal Pd, che all’incontro ha schierato i vertici locali: il segretario Mirabelli, il vicesegretario Alessio Quintavalle, il capogruppo Paolo Fenzi, l’organizzatore Mario Camici.
Come è andata? Si potrebbe riassumere così: i 5 Stelle hanno chiesto di togliere dal tavolo la ricandidatura di Luca Salvetti, di fare marcia indietro sul Piano operativo, di rivedere la politica di gestione delle partecipate (cominciando da Aamps e Casalp), di rimettere in discussione il progetto del nuovo ospedale. In pratica la politica di governo degli ultimi anni. Un film già visto e rivisto in consiglio comunale. Che segna «sui contenuti una distanza grande», per dirla con le parole dello stesso Pd.
Ieri i 5 Stelle lo hanno messo anche per scritto in una nota a firma del gruppo territoriale e del Meet up: «Ci è stato subito evidente che specialmente sui temi urbanistici la distanza è abissale, non hanno intenzione di fare alcun passo indietro». Poi: «La delegazione del Pd ci ha invitato a provare a progettare il futuro senza stare a guardare al passato. Significherebbe dare un colpo di spugna agli atteggiamenti del Pd e del sindaco nei confronti del nostro gruppo e della precedente amministrazione in questi quattro anni. Un crescendo di ostilità e chiusura: a partire dall’episodio “leggero” della rimozione della statua di Bud Spencer fino alla decisione di far costituire il Comune come parte civile nel processo a Nogarin, per non dimenticare la presidenza della commissione anticorruzione assegnata alla Lega». E «come si può pensare di guardare avanti quando il Piano strutturale e il Piano operativo disegnano il futuro della città? Che ne pensa Elly Schlein del nuovo cemento?». E giù con Salvetti: «Un’amministrazione Pd che, al di là di feste e sagre, ha perso il controllo della città, con le partecipate di nuovo con i conti sottosopra e i lavori pubblici in stallo (vedi via Grande)».
«Nell’incontro – ribadiscono – è emerso di nuovo che Salvetti non si tocca. Vorrebbero ampliare la coalizione facendo digerire un candidato già scelto. È impensabile». Sui temi nazionali «si può continuare a collaborare», per esempio «sull’opposizione ai tagli del governo Meloni ai contributi per la morosità incolpevole», idem per «salario minimo e reddito di cittadinanza». Per il resto «rimane una distanza siderale non colmabile in vista delle amministrative», «al tavolo ci siamo andati nonostante la diffidenza di elettori e attivisti, ma alla fine ci siamo salutati cordialmente e… avversari come prima!».
«Siamo partiti dal risultato delle amministrative di fine maggio – dice dall’altra parte Mirabelli – e su questo abbiamo iniziato a ragionare su un centrosinistra largo, che faccia da argine alle destre, anche guardando alla prospettiva più lunga delle regionali. Poi le alleanze si costruiscono sulla condivisione dei progetti. E consapevoli di quello che è stato negli ultimi dieci anni, abbiamo provato a fare una discussione sul futuro». «Il problema non è chi farà il sindaco, è cosa facciamo noi oggi per il domani», ma «sui contenuti la distanza è grande», «lo registriamo». «L’hanno chiusa loro – controbatte a chi gli chiede se quindi sia finita qui – ho letto che hanno già un evento a settembre». Ovvero #doposalvetti. «Siamo lontani su Livorno mentre siamo più vicini nell’opposizione al governo Meloni».
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