Il Tirreno

Livorno

L’inaugurazione

Wonder, benvenuti al locale inclusivo: «Qui diamo lavoro a persone fragili»

di Luca Balestri
Wonder, benvenuti al locale inclusivo: «Qui diamo lavoro a persone fragili»

Il progetto sociale della coop Le Livornine ha aperto i battenti per Effetto Venezia

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LIVORNO. «Lavoro bene con i colleghi. Caratterialmente mi trovo a mio agio con tutti, cerco di essere accondiscendente, e se posso aiutare mi metto a disposizione». Così si racconta Francesco Archibusacci, cameriere trentasettenne di Wonder, il nuovo locale appena aperto in Venezia – in scali del Monte Pio 7-, inaugurato mercoledì scorso, nel giorno dell’avvio della trentottesima stagione di Effetto Venezia, con un’edizione interamente centrata sul cinema.

Il nuovo locale è gestito da persone con condizioni di fragilità. Archibusacci, oltre ad aver finalmente trovato un’occupazione, non facile nella sua condizione di persona su sedia a rotelle, dirige anche il locale, essendo membro del consiglio di amministrazione della cooperativa che gestisce Wonder, Le Livornine.

«In passato ho lavorato in una palestra al punto accoglienza clienti, poi come promoter. E ho anche fatto accoglienza ai bambini alle cure palliative», ricorda Archibusacci la sua esperienza. «Del lavoro nuovo che ho appena cominciato ciò che più mi piace è il contatto con il pubblico, che è la mia passione».

Wonder è un progetto nato dall’impegno dell’associazione Capire un’H, attiva da anni nell’aiuto a persone con condizioni di fragilità, presieduta da Alessandra Cirri.

«Capire un’H nacque diversi anni fa dalla volontà di diverse insegnanti di scuola di rispondere all’esigenza di sensibilizzazione sui temi della cultura della condizione di fragilità. Prima del covid, e prima ancora di costituirci come associazione, organizzavamo eventi di sensibilizzazione coinvolgendo le scuole e le circoscrizioni comunali, in occasione del 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità» spiega Morena Campani, presidente de Le Livornine.

«Aprendo il nostro locale, che non è solo un ristorante, ma anche un punto di vendita, di mostre, un posto sicuro per tutte le persone con condizioni di fragilità, abbiamo pensato di dare un lavoro dignitoso –non un rimborso spese- a chi è escluso dal mercato del lavoro per le sue condizioni personali. Vogliamo dare ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze l’opportunità di gestire la loro vita autonomamente, lavorando all’interno di una squadra inclusiva che dia loro dignità, soprattutto valorizzando la loro professionalità».

Il locale Wonder, quindi, non sarà soltanto un ristorante. Ci saranno anche laboratori di ceramica, di falegnameria, di lavorazione del vetro, così come mostre di fotografia – proprio in questi giorni si può visitare nel locale una mostra che racconta la storia dell’associazione Nesi Corea.

«Vogliamo costruire una rete sociale con altre realtà del territorio che condividono i nostri obiettivi. Per noi è fondamentale fare formazione per permettere ai nostri ragazzi di inserirsi nel mondo del lavoro. Non saremo in grado di creare molti posti di lavoro, ma vogliamo dare un esempio alla città, per far capire che le persone con condizioni di fragilità possono lavorare ovunque, creando un contesto attinente a ognuno di loro, non solo da Wonder» ribadisce Campani.

«La prima serata ad Effetto Venezia è andata benissimo. Siamo stati aiutati da tutti nostri ragazzi e ragazze, che hanno partecipato ai corsi di formazione prima di iniziare quest’avventura e che quindi ieri si sono dimostrati all’altezza dei loro ruolo», esulta entusiasta Donatella Nesti, ex professoressa che fa parte di Capire un’H.

«Il giorno prima dell’apertura eravamo ancora in alto mare, non ci sembrava possibile aprire subito, e proprio per questo il successo dell’inaugurazione ci ha entusiasmato così tanto», chiude con orgoglio guardando a cosa sono riusciti a costruire.
 

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