Gioco
Comunali a Livorno, M5S e Buongiorno verso l’intesa: i tre poli per la corsa a sindaco
Stellati e lista di sinistra lanciano insieme la campagna #doposalvetti per settembre. A destra la difficile caccia al candidato, si sonda il terreno di medici e professionisti
LIVORNO. «Da settembre Livorno volta pagina. Non prendete impegni». È con queste due frasi, scritte in contemporanea e senza neanche una virgola di differenza, che la lista di sinistra Buongiorno Livorno e il Movimento 5 Stelle hanno lanciato dalle rispettive pagine social la campagna #doposalvetti.
Nei giorni clou di Effetto Venezia, lo hanno fatto riprendendo la locandina ufficiale della kermesse, ma rovesciandola, quasi come a dire «voltiamo pagina» o anche «guardiamo alla realtà da un punto di vista diverso, opposto».
C’è da dire che immediatamente dopo il lancio non sono mancate le polemiche, rigorosamente via social, per l’uso di quell’immagine con la ragazza a fondo verde che osserva la città come al cinema (che è appunto il tema della kermesse). Ha detto la sua per prima l’autrice, Margherita Tramutoli: «Un bel gesto per cominciare a dimostrare concretamente il vostro essere differenti dai partiti da cui volete distaccarvi – ha scritto – sarebbe stato rispettare la proprietà intellettuale dell’opera che avete usato per la campagna di comunicazione, tanto più che l’autrice la conoscete tutti personalmente e vi sostiene pure. Per l’eleganza faremo la prossima volta, via». Ne è nato un lungo botta e risposta.
L’evento di settembre
Ma al di là di questo, cosa hanno in mente Bl e M5S per settembre? In sostanza un evento, un’iniziativa pubblica sui principali temi della città. «Aperta, non chiusa solo a queste due forze, chiunque vorrà dare un contributo potrà farlo, partendo da lavoro, ambiente e urbanistica», rispondono al Tirreno sia Stella Sorgente (M5S) che Valentina Barale (Bl).
L’intesa Pd-M5S
Le due capogruppo non lo dicono ancora in questi termini, ma il lancio della campagna #doposalvetti suona tanto anche come il lancio della nuova coalizione – o almeno del primo pezzo – in vista delle prossime elezioni amministrative.
L’intesa tra Buongiorno e M5S è sotto gli occhi di tutti: negli ultimi quattro anni hanno spesso fatto fronte comune all’opposizione in consiglio comunale e a differenza del passato, sia del 2014 che del 2019, i pentastellati questa volta potranno non correre da soli alle elezioni comunali.
Pur premettendo che niente è deciso, Barale non ne fa mistero: «La scelta della nostra assemblea è stata di non andare da soli, neanche questa volta». Visto che quattro anni fa Bl sostenne Marco Bruciati sindaco insieme a Potere al Popolo (Bruciati che tra l’altro oggi è il direttore artistico dell’Effetto Venezia di era Salvetti). «Sicuramente ci sono tanti punti di contatto con il M5S sui temi, lo abbiamo testato nei cinque anni di consiliatura, così come con Pap. Poi noi non chiudiamo le porte a nessuno». Come a dire: neanche al Pd. Ma ad almeno una condizione che per i Dem è inaccettabile, ovvero togliere dal tavolo la candidatura di Luca Salvetti, sindaco in carica al primo mandato.
«Noi liberi di allearci»
Ecco quindi che al di là delle dichiarazioni, la strada Bl-Pd appare francamente impercorribile. Idem per il M5S, che a Livorno poi ha avuto una storia di rapporti con il partitone tutta sua, visto che lo ha sconfitto nel 2014 (salvo poi perdere nel 2019). «Fino all’ultimo ci devono essere passaggi assembleari, non diamo niente per scontato, certo è che ci sono sinergie su molti temi», risponde anche Sorgente guardando all’alleanza con i buongiornini. E poi mette in chiaro, quasi a smarcarsi da scenari nazionali: «Noi siamo autonomi, Giuseppe Conte non ci ha dato paletti per le alleanze, se non che non ci si può alleare con la destra. Poi chiaramente sottoporremo l’alleanza livornese ai livelli regionale e nazionale, come sempre avviene».
Cosa farà Pap?
Così ecco che la prima vera iniziativa pubblica delle opposizioni a dieci mesi dalle elezioni, Bl e M5S la metteranno in piedi insieme. Non sfugge che per ora non ha rilanciato la stessa campagna sui social Potere al Popolo, guidato in consiglio comunale da Aurora Trotta. In una nota di riposta al Tirreno, la forza di sinistra, dopo avere «premesso che con Bl e il M5S ci sono state spesso condivisioni su molti aspetti in consiglio comunale nella facile opposizione alle scelte del Pd», ci ha tenuto a sottolineare che «le eventuali alleanze in vista delle amministrative da parte nostra potranno scaturire solo da un voto dei nostri iscritti». Ma una cosa è già chiara: «Nessuna possibilità all’apertura del Pd».
I tre schieramenti
A dieci mesi dalle elezioni molte caselle del puzzle devono quindi ancora andare al loro posto. Ma non è fantascienza oggi immaginare già una corsa a tre poli. Uno è rappresentato dal centrosinistra che sostiene Salvetti, con forze politiche come Sinistra Italiana (che fino all’ultimo ha dichiarato con Marco Guercio che tenterà il “dentro tutti” contro le destre) e con il fronte di Livorno civica, che è presieduta da Francesca Ricci e che tiene insieme anche molte delle liste civiche che si presentarono sparpagliate nel 2019. Si dice «aperta al dialogo con il Pd senza M5S» anche l’Italia Viva di Alfio Baldi, certo con un po’ di puntini da mettere sulle ì, cominciando dalla sanità.
Poi il centrodestra che tiene insieme Fi, Fdi e Lega: alcuni di questi partiti saranno anche dilaniati dalle lotte interne, come mostrano i continui cambi di casacca in consiglio comunale, ma la destra alle politiche di settembre ha comunque fatto paura al Pd anche a Livorno, con Giorgia Meloni che ha superato il 21 per cento. Domanda: Azione di Calenda a livorno con chi starà?
Quindi il terzo possibile polo, proprio guardando verso M5S e Bl, con l’incognita Pap. Intanto insieme ieri, tutte e tre queste forze, hanno organizzato per la prima volta il partecipato urban center (c’erano anche parecchi comitati) che ha portato l’urbanistica in versione “Sex and the City” a Effetto Venezia (sarà replicato domenica ). Di questo fronte potrebbero alla fine far parte anche un po’ di comitati che si stanno organizzando in città e la lista civica Prospettiva Livorno, che volendo azzardare uno sguardo molto in avanti, di nomi credibili da mettere sul piatto come papabili candidati sindaci al servizio di una coalizione più ampia potrebbe anche averne parecchi, dal presidente di Reset Pino Pera allo storico direttore del carcere Carlo Mazzerbo.
Del resto questo schema non sarebbe una novità, anche il centrosinistra nel 2019 fece un’operazione simile quando candidò Salvetti come espressione civica, con la lista Casa Livorno e tutte le altre forze politiche a sostenerlo, per primo il Pd.
Destra ancora a caccia
La campagna elettorale entra nel vivo ora ed è chiaro che questo è solo un primo scenario. Come è chiaro che alle elezioni comunali molto contano i nomi. La destra può avere il pallone sul dischetto di rigore o prendere gol, se non trova il candidato giusto. Per ora tutti i tentativi stanno andando a vuoto, almeno quelli trapelati. Si è già raccontato dei no detti da professionisti come Francesca Marcucci, presidente di Confcommercio, o Francesco Farneti, farmacista molto stimato.
Ora qualcuno ha sondato il terreno con Giorgio Fabiani, medico del 118 molto conosciuto in città, anche come segretario regionale Smi, il sindacato dei medici italiani. Forse in pochi lo sanno, ma qualche anno fa aveva pensato a lui anche il centrosinistra. Per la cronaca, non sarà il candidato. «Ho avuto modo di parlare con vari esponenti di diverso orientamento politico – risponde contattato dal Tirreno – e ho dato a tutti la mia disponibilità a dare una mano, ma come professionista, nell’interesse della mia città, non come candidato». Nulla quindi, la destra deve rimettersi a cercare.
C’è chi nelle ultime settimane è tornato all’attacco anche con il questore Paolo Rossi. «Mi fa piacere la considerazione in città – torna a mettere in chiaro lui – ma al di là di quale siano le forze politiche o le persone, proprio non mi sento adatto al ruolo di sindaco».
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