Gioco
Livorno, è partito il toto-procuratore: in sette in corsa per il dopo Squillace Greco. Ecco i nomi
Il 31 luglio si è chiuso il termine per presentare la domanda al Csm. Nessun magistrato livornese si è fatto avanti, in pole c’è Maurizio Agnello
LIVORNO. In sette in corsa per guidare la Procura di Livorno. È partito con la scadenza delle domande al Consiglio superiore della magistratura – fissata al 31 luglio – il toto-procuratore: il magistrato che, a partire dal prossimo anno, occuperà l’ufficio al secondo piano del palazzo di giustizia prendendo il posto di Ettore Squillace Greco.
Quest’ultimo, arrivato a Livorno nel 2015 adesso – dopo la mancata nomina con strascico di polemiche per la Procura di Firenze – è stato proposto all’unanimità dalla commissione per il posto di procuratore generale presso la Corte d’appello, sempre a Firenze. E a breve – si parla di settembre, quindi prima della fine della scadenza naturale di fine anno – potrebbe essere nominato dal plenum. Sempre che non presenti ricorso per la procura di Firenze dove aveva più titoli rispetto al collega che lo ha battuto.
Al di là di questo sono due le certezze rispetto alla futura nomina livornese: il nuovo procuratore capo non sarà un interno, chi aveva i titoli tra i magistrati di Livorno non ha fatto richiesta. E Livorno non avrà per la prima volta una donna alla guida della Procura. Alcuni dei candidati sono volti conosciuti nella magistratura toscana, mentre per altri sarebbe una prima volta. A cominciare da quello che ad oggi è – guardando i titoli – il favorito.
Si tratta di Maurizio Agnello, al momento aggiunto alla procura di Trapani, dove ha svolto anche la funzione di reggente. In passato alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, ha coordinato alcune inchieste sui favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro e ha indagato sui nuovi boss di Cosa nostra palermitana. A Palermo si è occupato anche di criminalità comune, di pubblica amministrazione e di grandi gialli. Sua l’indagine che ha svelato gli autori di un cold case, quello del libraio Livio Portinaio. Ma non solo, perché Agnello ha indossato pure i panni dello scrittore, pubblicando tre romanzi che hanno come protagonista un sostituto procuratore molto sui generis, Fabio De Falco.
Alessandro Pepè, oggi sostituto alla procura di Monza, dove lavora dal 2000, con Agnello ha in comune la passione per la scrittura – dopo il lockdown ha pubblicato il suo libro “Quattro soldi a Battimuro”, che gli è valsa il “Premio Acqui Edito & Inedito 2022” per la sezione Narrativa Inedita. In passato ha già provato la scalata a capo di una procura, Lecco, ma senza riuscirci.
C’è poi un gruppo di candidati che arrivano dalla Toscana oppure ci hanno lavorato per anni. A cominciare da Armando Mammone, oggi sostituto procuratore a Oristano, dove ha anche fatto da reggente, ma per anni al tribunale di Grosseto all’interno dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari. In Sardegna, tra le altre inchieste, Mammone ha condotto quella nei confronti dei due coniugi che hanno protetto la latitanza di Graziano Mesina, uno dei nomi più noti della criminalità sarda.
Gli ultimi quattro profili in corsa per la Procura di Livorno sono invece quattro sostituti che lavorano in Toscana. A cominciare da Giuseppe Ledda, sostituito a Firenze e impegnato nell’inchiesta su Kata, la bambina scomparsa dall’ex hotel Astor, Fabio Di Vizio, anche lui magistrato a Firenze, Giancarlo Dominijanni, in forza alla procura di Pisa e Antonio Mariotti, sostituto a Lucca. I tempi? Difficile dirlo perché molto dipenderà dai pareri sui candidati che dovranno essere stilati. Molto probabilmente la nomina arriverà non prima della primavera-estate 2024. L’ipotesi è che in caso di nomina di Squillace Greco alla procura generale per un periodo Livorno abbia come reggente, il sostituto Massimo Mannucci.
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