Gioco
Livorno, il giallo del serpente: «Il pitone era da giorni alla Rosa qualcuno lo ha abbandonato lì»
Il comandante dei carabinieri forestali: «Si era già costruito la tana»
LIVORNO. C’è chi, avendolo visto così tranquillo e pacifico, quando i volontari di Anpana mercoledì lo hanno portato via dal posto in cui era stato trovato, in via Bikonacki nel quartiere La Rosa a pochi metri dall’ingresso della pizzeria da Roberto, lo hanno salutato chiamandolo addirittura per nome. “Ciao Felix”, dando per scontato che sia pure maschio. Si trattava del secondo pitone reale trovato libero a Livorno nel giro di quattro giorni e la cosa ha fatto notizia.
Era tranquillo, forse anche perché da non molto aveva mangiato; fatto è che si era posizionato al sole fra un vaso e la base di un ombrellone del locale gestito da Nicola Bartoli. Nella mattinata di giovedì 3 agosto alle 8,30 il rettile lungo un metro e quindi un po’ più piccolo rispetto al suo simile individuato nel garage di piazza XX Settembre, è stato affidato al Cites, raggruppamento dei carabinieri forestali. Dentro un secchio forellato, in ambiente con temperatura consona a non incidere su uno stato di salute che all’apparenza è risultato buono. Presumibile che per un pò non abbia esigenza di cibarsi, perché è stato notato un ventre “pasciutello” che lascia presumere che l’istinto gli abbia garantito la sopravvivenza mietendo una vittima di piccole dimensioni cacciata nei dintorni. Sì perché come ha accennato il tenente colonnello dei carabinieri forestali Iacopo Mori, quel serpente non era lì da poche ore, ma sicuramente da più tempo. «Da un sopralluogo fatto dal nostro personale e in seguito alla raccolta di ulteriori testimonianze, è emerso che l’animale si era creato un buco nella terra del vaso facendone la sua tana ed in più aveva già fatto una muta. Tutti forti indizi, che in quella precisa zona ci stava ormai da qualche giorno».
Nessuno ne ha ancora reclamato la proprietà?
«Non si farà vivo nessuno, immagino. Se ti scappa un serpente da casa, te ne accorgi. Poi, con giornali e social, si fa presto ad avere notizia. Si capisce allora che è stato abbandonato di proposito. Il motivo, non è dato sapere».
E che succede ora?
«Facciamo la Cnr, cioè la comunicazione della notizia di reato, prassi applicata in occasione di abbandono di animale. Il serpente viene sequestrato con successiva convalida da parte della Procura e verrà affidato a stretto giro ad una struttura attrezzata in provincia di Prato. Resterà lì, confiscato, perché è comunque un animale classificato Cites allegato 2 cioè non a pericolo immediato di estinzione ma la cui circolazione deve risultare sempre controllata ed il cui commercio essere legato solo ad esemplari nati in cattività. Non esiste una sorta di affidamento ad un privato cittadino come per esempio succede quando si vuole prendere un peloso al canile. Continuerà a vivere lì, a meno che non si presenti il proprietario».
Ma quanta gente a Livorno possiede un serpente?
«Non esistono dati. Si acquistano attraverso canali autorizzati. Allevamenti più che altro presenti nel nord Italia. Non c’è una anagrafe come quella canina e avere un serpente è considerato alla stessa stregua di un passerotto. Solo per quelli velenosi le cose cambiano. Ce ne sono alcuni che detengono specie pericolose come vipere, coralli, crotali ed allora, in quel caso devono fare comunicazione alla Prefettura. E qui, scatta il censimento».
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