Gioco
I numeri in consiglio scricchiolano: a Collesalvetti Pd e Cinque Stelle si fondono in un unico gruppo
E le opposizioni gridano contro un «artificio» per Rossi presidente. «Questo perché temevano di andare “sotto” con il numero dei loro consiglieri»
COLLESALVETTI. Essendo un comune collinare, “Cime tempestose” potrebbe essere il titolo da attribuire alle vicende politiche del consiglio comunale di Collesalvetti. Tutto parte dalla nascita di un nuovo gruppo consiliare che consiste né più né meno nella somma degli otto consiglieri targati Pd (nove con il sindaco Adelio Antolini) con l’unico consigliere grillino dell’assemblea e quindi (sino a ieri) capogruppo dello stesso partito, Daniele Rossi. Non a caso il nuovo gruppo si chiama “Pd-5 Stelle”.
Ma secondo i consiglieri di minoranza l’originale fusione ha un obiettivo ben chiaro. «Rossi da due anni è presidente del consiglio comunale (da quando è passato in maggioranza) nonché capogruppo del suo partito – tuona Massimo Ciacchini, capogruppo Lega – e il doppio incarico è vietato dallo statuto. Con questa operazione furbetta fanno sì che Rossi non risulti più capogruppo e lo legittimano nella carica di presidente del consiglio». «Peraltro – gli fa eco Florida Mariottini di Collesalvetti Civica, la lista che ha abbandonato da un anno la maggioranza – il gruppo 5 Stelle è ora privo di capogruppo e gli elettori che hanno votato quel simbolo non hanno più un rappresentante. Se fossimo al Palio di Siena potremmo parlare di un cavallo “scosso” ovvero con il fantino caduto». Sulla stessa linee Emanuele Marcis della lista di opposizione Cittadini in Comune per Collesalvetti, che sottolinea come la mozione con cui chiedevano le dimissioni di Rossi da presidente non sia stata lunedì volutamente votata. «Con questo originale artificio – interviene – i lavori del consiglio comunale sono stati chiusi per la prima volta alle ore 18 come se il consiglio fosse un esercizio commerciale. Non era mai successo. Questo perché temevano di andare “sotto” con il numero dei loro consiglieri. Oltre alla mozione è saltato pure il voto sul bilancio. Bastava che uno di loro di assentasse e il consiglio si scioglieva con un anno di anticipo».
Di parere opposto Rossi, che parla di «polemiche ad opera delle minoranze, gli organismi tecnici hanno già chiarito che non esiste alcun problema nella costituzione del nuovo gruppo», che è «un naturale approdo visto l’avvicinamento politico che in questi anni si è verificato tra noi e il Pd». E l’incompatibilità tra i due ruoli? «Sono polemiche speciose delle minoranze. E poi sono presidente da due anni: perché presentano la mozione ora? ». Ecumenico il parere di Gabriele Cantù, sino a poco tempo fa capogruppo Pd, per il quale «Pd e 5S a Colle hanno sempre, salvo in due occasioni, votato gli stessi atti e la costituzione del gruppo unico era nelle cose». Quindi niente giochini per mantene la presidenza? «No anche se effettivamente l’operazione ha risolto anche questo problema».
A proposito di numeri: da un lato i dieci della maggioranza, dall’altro due consiglieri a testa per le due liste civiche e per la Lega, un consigliere per FdI, totale sette. I rumors parlano però di una consigliera Pd con qualche problema a garantire in maniera continuativa la presenza in consiglio, intenzionata a dimettersi. I suoi la scongiurano di non farlo visto che il primo dei non eletti (Riccardo Filiberto) è oggi di Italia Viva, partito che si presume abbia difficoltà ad appoggiare un’intesa con i 5 S. Insomma al Colle si addensa qualche nube per la maggioranza. Le stesse già avvistate nelle ultime elezioni politiche quando il voto, per la prima volta, ha fatto prevalere il centrodestra. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
