Gioco
Livorno, deserto il bando per i lavori in via Grande
A vuoto la gara-chiave da quasi 4 milioni di euro per il restauro dei portici del centro. Salvetti minimizza: «Succede anche altrove, ecco cosa faremo». Ma i tempi stringono
LIVORNO. Niente. Nessuna offerta. Il bando di gara per fare i lavori in via Grande è andato deserto. Il termine per presentare le offerte era fissato alle 10 del 20 luglio: in ballo qualcosa come 4 milioni di euro (3.931.194,32) per il “restauro urbano della via Grande e la riqualificazione di piazza Colonnella e largo del Cisternino”. Ma nessuno per quella data si è fatto avanti. E anche se il sindaco oggi prova a gettare acqua sul fuoco, inquadrando il passaggio a vuoto in un contesto più ampio di surplus di bandi per le imprese, è chiaro che per l’amministrazione è un colpo duro. Perché se è vero che la riqualificazione del centro è sempre stata presentata come una priorità, è vero anche che tra dieci mesi si vota. Insomma, il tempo stringe. Ed è stata la giunta in carica a stoppare quattro anni fa, a un passo dal via, il progetto dei 5 Stelle (quello del famoso grès al posto della palladiana) per mettere in piedi il concorso di progettazione che ha portato al progetto finale di restauro dei portici messo a gara.
«Dall’agosto 2022 al marzo 2023 – ribatte in prima battuta al Tirreno Luca Salvetti – in Italia sono state 517 le gare deserte. A noi a Livorno fortunatamente non era mai successo. Ma il panorama generale porta a un’offerta di gare e di lavori in surplus, tra Pnrr, 110 e così via: le aziende non ce la fanno a partecipare a tutto, vale per tutto il Paese. In più noi abbiamo tirato fuori questa gara il 28 giugno per rimanere dentro al vecchio codice degli appalti». In vigore fino a luglio. E «in quei giorni c’è stato un concentramento di tante gare, pensi che nello stesso giorno hanno pubblicato quella per lo stadio di Firenze, che è andata diversa».
Ok, ma ora il Comune cosa pensa di fare? «Abbiamo intrapreso un ragionamento – risponde il sindaco – che ci porta a lavorare su una procedura negoziata semplificata, con invito ad almeno tre operatori: la determina verrà approvata nei prossimi giorni e inviata al settore dei contratti, che provvederà alla spedizione degli inviti, con un minimo di 15 giorni per rispondere. I criteri su chi può partecipare e chi no sono stabiliti dalla normativa». «Se anche questo non dovesse avere esiti positivi – aggiunge – si potrebbe fare una nuova procedura con eventuale modifica dei criteri, per esempio i punteggi che erano previsti, e questo porterebbe o a una negoziata non semplificata con almeno dieci operatori invitati o a una riapertura del bando». Ma con i criteri del nuovo codice, quindi altro lavoro da fare. «In più – la butta lì – dal momento che sono arrivati input, potrebbero esserci soggetti interessati a proporre un partenariato pubblico-privato per la realizzazione dell’opera. Se le procedure daranno esito positivo risponderemo “no grazie”, altrimenti potremo prendere in considerazione anche questo».
Ma Salvetti non ha paura che i tempi a questo punto si allunghino oltremisura? Del resto era stato proprio lui, intervistato poco più di un mese fa dal Tirreno, a dire che i portici di via Grande e le aree mercatali per rilanciare il centro sono la priorità e che «se fallisco in queste due cose vado a casa». Per la serie: se non partono i lavori non mi ricandido.
«Se non partono i lavori perché il Comune non ha fatto quello che doveva fare», controbatte oggi a chi glielo ricorda: «Quando il 28 ho presentato il bando di gara, il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare, il progetto che è bellissimo e la gara entro certi tempi. Poi, se permette, il mio destino non posso metterlo in mano alle aziende che non partecipano a un bando».
Ma i tempi? «Sicuramente agosto sarà un mese balordo per fare tutto questo – risponde – ma con le procedure negoziate i tempi non sono lunghissimi, potremo recuperare un po’. L’importante è chi si arrivi ad avere la ditta e che si apra il cantiere. Si parlava di settembre-ottobre, a questo punto se tutto va bene rimaniamo nel 2023».
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