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Livorno, il Palio Marinaro in 100 chili di foto: è il regalo postumo di Braccini alla città

di Simone Fulciniti
Livorno, il Palio Marinaro in 100 chili di foto: è il regalo postumo di Braccini alla città<br>

È stato donato dalla vedova Ilidia Sartini al Comune di Livorno. Ora documenti e immagini leggendarie saranno archiviati e a disposizione di tutti

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LIVORNO. Carlo Braccini, scomparso prematuramente nel mese di aprile, è stato senza dubbi uno tra i massimi appassionati e conoscitori del Palio Marinaro. E nel corso della sua vita ha saputo creare l’archivio più vasto dedicato alla regina delle gare remiere, ma non solo. Archivio che custodiva in un armadio di casa, raccolto in scatoloni. Giovedì 27 luglio quel gigantesco patrimonio di fotografie e storia è stato donato dalla vedova Ilidia Sartini al Comune di Livorno e grazie all’impegno del comitato Palio Marinaro (di cui lui era volontario amatissimo) , prestissimo verrà collocato nella sede sugli scali Finocchietti, disponibile per la consultazione da parte degli interessati.

Una vita per il palio

«È una giornata speciale – racconta, con voce commossa, la vedova di Braccini – . Credo che Carlo ne sia molto felice e stia ringraziando tutti da lassù. Lui era un vero maniaco del Palio Marinaro, per lui significava tutto. Io lo lasciavo fare, vedevo un attaccamento sconfinato. E poi il palio ci fece incontrare: la prima volta che ci vedemmo fu alla Terrazza, il giorno della gara».

La passione di Braccini nacque nei tempi della fanciullezza: «Sono nato in Venezia, in via dell’Angiolo – raccontava – . La mia finestra dava sui fossi, e ogni mattina vedevo passare le barche e i navicelli con i vogatori. Lì cominciò il mio amore per il remo, che non mi ha mai abbandonato».

Alla piccola cerimonia di consegna, oltre alla vedova, ci sono anche Maurizio Quercioli e Michele De Martino, vertici del comitato, Mario Vallini, curatore del materiale, e il sindaco Luca Salvetti.

«Questa operazione la definirei un continuo – dice Quercioli – . Carlo era altruista: tanti infatti hanno storia, ma non la diffondono. Lui invece aveva questo grande pregio della diffusione. E già nel 2018 realizzammo il wikipalio, progetto nel quale trasferì tutto il suo sapere, in quella che è tutt’oggi informazione per la città. Basta andare sul sito Gare Remiere per trovarlo. Questo è un vero e proprio archivio: permette di arrivare fin nei dettagli. Così Carlo sarà sempre presente. Purtroppo non vedo tra le nuove generazioni persone come lui, appassionate, in grado di trasmettere a chi verrà le nostre tradizioni».

Un quintale di materiale

Oltre 100 kg di materiale: fotografie storiche, documenti, libri, descrizioni, appunti, riguardanti in particolare modo il periodo tra dopoguerra e fine anni’90, rimessi in ordine grazie all’impegno del volontario Vallini, che spiega: «Sto catalogando da oltre tre mesi. E leggendo i documenti ho imparato tante cose: ad esempio tutta la storia dei quartieri, ognuno col suo gozzo, e il primo Palio nel 1926 vinto dagli Avvalorati. Vicende affascinanti».

E aggiunge. «Parlando da fotografo, ho trovato scatti incredibili. Ritraggono barche e personaggi entrati nella storia e, a volte, nella leggenda del remo labronico. Nella nostra sede abbiamo già predisposto uno spazio accogliente per tutte le scatole».

A Effetto Venezia

Inoltre, nell’ambito di Effetto Venezia, verrà allestita una mostra con numerose chicche, come le copie della la “Gozzetta dello Sport”, fondata da Braccini negli anni’90, per narrare la vita delle cantine.

«Io l’ho riprodotta, ingrandita, e i vari numeri saranno in esposizione. Carlo era una persona da ascoltare, sapeva tutto, bastava fare una domanda e rispondeva in modo enciclopedico».

Volti, nomi, storie

Il sindaco, emozionato, riceve il “tesoro bracciniano”; poi comincia a sfogliare qualche album: e come per magia escono nomi, volti, sorrisi, occhi rivolti al cielo, braccia all’opera, mani alte in segno di vittoria. E le cartelle relative ai vari rioni, pazientemente assemblate.

«Un patrimonio per tutta la città – sottolinea Salvetti – . Vedere queste foto e i resoconti, mi fa tornare bambino, quando andavo in giro coi colori del mio rione; pur ammirando tutti i vogatori, atleti all’epoca idoli per chi li seguiva. La memoria è fondamentale, in un settore messo a rischio dall’allontanamento delle persone dalle proprie radici. Carlo Braccini, con questa donazione di Ilidia, continua a dare un supporto fondamentale. Era una persona attenta, curiosa e vogliosa di immagazzinare elementi sconosciuti del Palio di cui era innamorato. Questa forza ha mosso tutto il suo lavoro». l
 

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