Gioco
La sfida di Shamira Gatta ai fornelli. Ecco il libro per cucinare con il fuoco
Il racconto della chef artista: «Vi svelo il segreto della minestra con i sassi»
LIVORNO. Lei è Shamira Gatta con un nome di battesimo vero e uno pseudonimo al posto del cognome che meglio non potrebbe essere azzeccato: quando ti parla delle sue ricette con velocità felina le si materializzano nelle pupille le immagini di un nuovo piatto che sta inventando nel momento stesso in cui sta parlando con te. «Ci sono artisti che lavorano con la tela e con il pennello: – è il suo originale biglietto da visita -io con pentole e buon cibo».
Di Shamira possiamo trovare dallo scorso giugno nelle librerie la sua ultima fatica “Cucinare con il fuoco” (edizioni Giunti). Il suo comunque non è un nome nuovo per gli appassionati della buona cucina in quanto nel passato la chef-scrittrice ha pubblicato altre storie di cibi e di fornelli (Alchimie in cucina”, “La cucina a vapore” e, insieme ad Alberto Citterio, “Crudi e marinati di carne, pesce, verdura e frutta”) .
Da circa dieci anni tiene inoltre una rubrica di cucina molecolare spiegandone la chimica, ovvero l’anima che necessariamente deve vivere all’interno di ogni singola ricetta, ai suoi followers.
Nel suo Palmares il premio Voiello ottenuto a soli 23 anni e nello stesso periodo la vittoria nel prestigioso concorso indetto dalla Federazione italiana piccoli chef con la motivazione: «Un’icona della piccola ristorazione».
Shamira comunque non solo teorizza e scrive ma ha avuto modo di esercitare il suo mestiere in ristoranti stellati come la nostra “Barcarola”.
E a chi, con precario senso dell’umorismo, vorrà ribattere «per forza con il fuoco, con che cosa pensava di poter cucinare», commentando il titolo del libro, lei risponderà che il fuoco, «quello interiore, ce lo mette lei in termini di passione per il suo lavoro».
Fondamentale nella formazione dietro ai fornelli da parte di Shamira l’apporto dato da nonna Etta, italiana di Cherso isola ora croata, poi profuga in Italia che alla sua “bimba” ha impartito le primi nozioni di cucina: «Ricordo la prima torta che mi fece cucinare: era una torta alle rose e le rose le colsi io direttamente nel giardino. Era buonissima o almeno a me parve così. Ma anche il nonno ha lasciato un traccia in me e nella mia passione, nonno Mauro anche lui nato in un’isola ma in questo caso la Sardegna. Cucinare con il fuoco” tratta di ricette ma entra pure nel merito delle ricette storiche come ad esempio la “minestra con i sassi».
Detto così non sembrerebbe accattivante...«Mai fermarsi ai titoli – sorride Shamira stando al gioco – la minestra coi sassi consiste nel prelevare pietre dal mare per poi essere passate sulla brace per fare quindi il brodo. Questa tecnica sta andando molti nei ristoranti gestiti da chef stellati».
Molto di più non è il caso di dire altrimenti poi non viene più comprato il libro ma c’è il tempo di parlare dei cocktail affumicati dove però, per sapere cosa c’è alla base dell’affumicamento, dovrete aprire “Cucinare con il fuoco” alla voce bevande.
«Un ringraziamento particolare a Manuela Giunti per le fotografie che arredano il libro, lei è la numero uno in tema di scatti per il “food” e la bellissima campagna toscana all’interno di Livorno ha fatto da sfondo al libro».
A chi dedicare il libro? «Ai nonni ovviamente, ai tanti gatti che vivono con me e, ultima ma non certo meno importante, a mia figlia Keira Yamila di 15 anni alla quale sto trasmettendo la passione per la cucina». Piccoli chef crescono cucinando con il fuoco.
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