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Livorno, addio al diacono Piero: l’ex carrozziere che amava la pittura
Consacrato nel giorno di Santa Giulia, Marsili inizia l’attività di diacono nella parrocchia di San Pio X accanto a don Francesco Fiordaliso
LIVORNO. La fede gliel’aveva trasmessa sua moglie Gabriella. Lei era molto devota a San Francesco e lui l’ha seguita. Poi, alla morte della sua amata, ha continuato a esercitare l’attività di diacono. Anno dopo anno. Parrocchia dopo parrocchia. «Era un uomo semplice e affabile – dice chi lo conosceva – . Una bravissima persona». Da tempo ricoverato a villa Tirrenia, Pierluigi Marsili è morto ieri mattina. Aveva 85 anni e lascia tre figlie: Tiziana, Daniela e Stefania.
Diacono dal 1994
Consacrato nel giorno di Santa Giulia, Marsili inizia l’attività di diacono nella parrocchia di San Pio X accanto a don Francesco Fiordaliso. Era il 1994. «Poi, quando è morta mamma – racconta la figlia Tiziana – è andato alla parrocchia di Castiglioncello. Successivamente il vescovo l’ha richiamato a Livorno e l’ha messo nella chiesa di San Tobia, al cimitero dei Lupi». E qui è rimasto per parecchi anni. Prendeva parte alla liturgia del sabato pomeriggio con celebrazioni che erano sempre apprezzate e molto partecipate. A San Tobia, del resto, il diacono Piero – così era chiamato – era molto affezionato. «Aveva anche ridipinto la chiesa – dice la figlia – . L’aveva molto a cuore». E in moltissimi avevano a cuore lui. Chi andava a salutare i propri cari ai Lupi salutava sempre il diacono Piero, «una persona di grande umanità e attenzione per il prossimo», dice chi lo conosceva.
Il lavoro e le passioni
Ma la sua non è stata una vita completamente dedicata alla parrocchia. Almeno non da subito. Perché Pierluigi Marsili era un carrozziere. È stato, nello specifico, titolare della carrozzeria Marsili di via Filzi. Amministrata da Pierluigi e da suo fratello, a un certo punto la gestione dell’attività è passata di mano. «L’hanno rilevata i ragazzi che erano con lui e hanno deciso di mantenerne il nome». Non solo lavoro. Marsili era anche un grande appassionato di pittura. «All’inizio era la natura morta ciò che dipingeva. Poi si è appassionato di astrattismo ed è andato in quella direzione. Ha fatto anche tanto volontariato, ma non ne ha mai parlato molto. Diceva sempre “fai del bene e poi scordatelo”». Perché per lui il bene si fa in silenzio.
Il funerale
Chi volesse dare un ultimo saluto a Pierluigi Marsili, diacono ed ex carrozziere con la passione per la pittura e per le passeggiate in montagna, può farlo oggi. Il funerale, con esequie curate dal servizio di onoranze funebri della Svs di Livorno, si terranno questo pomeriggio alla 15 alla chiesa di Sant’Andrea, dove è stato diacono. «Niente fiori, ma donazioni all’Svs», dicono le figlie.
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