Il Tirreno

Livorno

Cibo e tradizione

Il cacciucco? A Livorno ora viaggia su tre ruote. «Con l’Ape i nostri sapori li porto ovunque»

di Rosanna Harper
Il cacciucco? A Livorno ora viaggia su tre ruote. «Con l’Ape i nostri sapori li porto ovunque»

L’idea del livornese Tommaso Ceccherini, 43 anni. «Ero nella ristorazione classica, ho cambiato»

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LIVORNO. Panino con cacciucco o con il polpo alla griglia o, ancora, con il baccalà sotto pesto. Spiedini di tonno e diverse proposte, per chi non mangia carne e pesce, vegetariane e vegane. Quando l’appetito chiama, lo street food in salsa livornese risponde. Con creatività e spirito imprenditoriale. E lo fa attraverso un “Ape” (“Apino” per dirla alla labronico-maniera) adattato a cucina, per preparare, più nello specifico, prodotti del territorio, come il cacciucco e il baccalà appunto. E l’inventore si chiama Tommaso Ceccherini, classe 1980, livornese nel Dna.

«A marzo del 2020 ho comprato l’”apino”– racconta il gestore de L’Apetitovienmangiando – Già nel 2019 avevo avuto un primo approccio con la ristorazione itinerante, affittando il mezzo. Si tratta di un Ape adattato per fare cose da mangiare, prodotti di mare. Si lavora per eventi privati, come matrimoni e compleanni, o per manifestazioni pubbliche, cittadine».

L’Apetitovinemangiando, questo è il nome scelto dal giovane imprenditore itinerante, è una attività che porta, in maniera itinerante, attraverso un furgoncino, piatti appartenenti alla tradizione livornese, adeguati alla dinamicità e alla informalità che è tipica dello street food.

Ceccherini è alla guida dell’Ape Tito che porta, in giro per Livorno e provincia, panini ripieni di gusto e sapori di mare. Nella sua attività, Tommaso Ceccherini viene aiutato dalla sua fidanzata, Sara Ortiz De Guinea. Tra le specialità di mare più richieste, spiega Tommaso, c’è il Panciucco, il panino ripieno di cacciucco, e il panino che racchiude la bontà e la croccantezza del polpo alla griglia. La richiesta è tanta.

«L’idea di lavorare in maniera itinerante – spiega il 43enne – mi è arrivata quando ho capito che ne avevo abbastanza della ristorazione classica. Nel 2019, grazie anche a Simone, gestore dell’osteria La Malavolta del Gabbro, ho affittato il mezzo con l’intenzione di portare i prodotti del territorio livornese, realizzati in osteria, a livello di street food. Lavoro tutto l’anno, anche se, durante l’inverno le situazioni scarseggiano parecchio, gran parte della attività si concentra durante il periodo estivo».

Per l’attività di street food, sottolinea Tommaso Ceccherini , sono molto importanti le collaborazioni con le realtà che lavorano nel campo della ristorazione: nella preparazione delle pietanze, l’imprenditore, infatti, gode dell’aiuto dell’osteria La Malavolta e del ristornate Beni di Livorno. Inoltre il 43enne collabora con il birrificio artigianale Ortigrandi di Quercianella.

«Di questa attività – spiega – mi piace l’idea di essere nomade, di potermi rapportare in contesti diversi: matrimoni, compleanni, feste private, ma anche eventi pubblici. Le nostre proposte si adattano alle diverse situazioni, prepariamo l’aperitivo, ad esempio, quando lavoriamo in orario di aperitivo. Mi piace molto la sinergia che si viene a creare con le piccole realtà del territorio: significa aiutarsi reciprocamente, cercando di adattarsi a vari tipi di situazioni. La parte negativa di questo lavoro è che tutto si concentra durante l’estate».

Ceccherini non manca di guardare avanti. Al futuro. E in pentola ci sono delle idee. Anche se per adesso si continua con l’Ape Tito.  «Mi piacerebbe creare – conclude Tommaso – una situazione più strutturata, per il momento ci accontentiamo di lavorare bene, in maniera umile, con profilo basso e creativo».
 

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