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Livorno, morto a 20 anni: l’amico che era con Lorenzo ritorna a casa. «È sotto choc»
Dimesso dall’ospedale il giovane che era sullo scooter con Lorenzo Filippi
LIVORNO. «Mio figlio è tornato a casa e sta meglio, almeno fisicamente. Ma deve ancora superare lo choc». Il diciottenne Andrea Persico, quella maledetta notte tra il 16 e il 17 luglio, era con il suo amico Lorenzo Filippi sullo scooter che si è schiantato contro un’auto in via Pendola. Un frontale sul lungomare. Uno scontro violentissimo. “Pippi” – è così che gli amici chiamavano Lorenzo – non ce l’ha fatta. È morto lì, ad appena vent’anni, sull’asfalto del lungomare dopo una serata di festa.
Andrea si trovava dietro. Era il passeggero del motorino e se l’è cavata con la frattura esposta a una gamba. Quella notte è stato trasportato all’ospedale da un’ambulanza della Svs e, quando è arrivato all’ingresso del pronto soccorso, suo padre Riccardo era già lì ad aspettarlo.
«Mi avevano chiamato – racconta – dicendomi che aveva avuto un incidente. Non sono andato sul lungomare. Sono corso al pronto soccorso. E ho visto entrare l’ambulanza».
Ha passato la notte all’ospedale, Andrea, dopo essere stato operato in Ortopedia per la frattura esposta a una tibia. Dopo un periodo passato in osservazione, adesso è a casa e si può dire che stia meglio: la ferita post operatoria sta guarendo. Ma è la ferita dell’anima, quella più difficile da far rimarginare. Lorenzo non c’è più. E rendersene conto, per Andrea, non è facile. È un dolore difficile da afferrare «e i suoi amici gli stanno molto vicini». Gli stessi amici che hanno scritto striscioni per ricordare il loro Lorenzo, che hanno fatto volare le lanterne in cielo in onore di “Pippi”. E che hanno disperso le ceneri di Filippi nel mare di Antignano. A pochi passi dal punto del lungomare in cui ha perso la vita.
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