Gioco
Collinaia, il sogno di quattro giovani: «Vogliamo far rivivere il circolo Arci»
Il bar riapre i battenti dopo un stop di mesi: «Questo è un luogo da frequentare a pieno»
LIVORNO. Taralli e patatine ci sono. La birra è pronta per essere spillata, la macchina del caffè è in funzione. C’è vociare, in sala, tra una briscolata e l’altra. E dietro al bancone ci sono quattro giovani: Gaetano, Matteo, Dario e Francesco. Coloro che hanno preso in mano la gestione del bar. E, così facendo, hanno portato a nuova vita il circolo Arci di Collinaia dopo mesi di chiusura. «Siamo felici di esserci – dicono – e speriamo di riuscire a coinvolgere in questa realtà, oltre ai soci storici, anche i più giovani». Il circolo, lo ricordiamo, il 18 gennaio scorso aveva chiuso i battenti per tutta una serie di problemi, tra cui quelli economici. L’attività era poi ripresa nell’aprile scorso ma lo storico circolino era riemerso orfano del bar. Ma adesso non più. Tutto è tornato a regime. Perché da qualche giorno si è formalizzata la nuova gestione: quella di Gaetano Laudisa (32 anni), Francesco Pezzini (31 anni), Matteo Delfino (29 anni) e Dario Toncelli (31). E così anche il bar è tornato in attività. Ma facciamo un passo indietro.
«Il 18 gennaio scorso il circolo aveva chiuso per vari motivi – dice l’attuale presidente, Giancarlo Penco –. L’affitto, per esempio, era molto alto e chi aveva il bar non riusciva più ad andare avanti». E così Collinaia aveva tirato giù le saracinesche. Niente più soci a giocare a carte, niente più cene. Solo buio lì dentro. Poi però qualcosa è cambiato. «Ci hanno fatto uno sconto sull’affitto di qualche mese per permetterci di tornare in attività. Così all’inizio di aprile abbiamo riaperto e a fine mese abbiamo ripreso con le cene del sabato per i soci». Ma senza bar. «Poi sono arrivati questi giovani. E abbiamo tutti molta fiducia in loro e nell’attività che faranno qui». È successo che i giovani in questione, parlando qua e là, sono venuti a sapere che il circolino era orfano del suo bar. Perché no? Proviamoci, si sono detti. Un passato nell’organizzazione degli eventi e nell’ambito della comunicazione, i ragazzi hanno quindi deciso di prendere in mano il bancone. E, conclusi tutti i passaggi burocratici richiesti, martedì scorso hanno iniziato a servire i caffè ai tesserati Arci. «Avremo la gestione del bar – dice Laudisa – fino al luglio 2026. Per adesso stiamo aperti dal martedì alla domenica dalle 7 alle 23, ma ci piacerebbe allungare un pochino l’orario del sabato. Vediamo se sarà possibile».
I trentenni avevano già lavorato insieme in passato. «Abbiamo iniziato organizzando eventi e siamo stati coinvolti anche nella gestione della Fortezza Vecchia». Al circolino i quattro si sono divisi i compiti smazzandoseli in base alle competenze di ciascuno: «Matteo, per esempio, si occupa dell’amministrazione, Francesco della produzione e io del resto». Compreso il servizio al bancone. Ma perché i quattro hanno deciso di lanciarsi in questa impresa? «Questo è un circolo importante e ci dispiaceva pensarlo chiuso – racconta Laudisa –. L’obiettivo, adesso, è farlo vivere a 360 gradi, in maniera trasversale. Rendendolo un posto adatto sia ai giovani che ai soci storici».
Come? «Qui lo spazio non manca. Già vengono organizzati tornei di carte e potremmo pensare anche a serate con i videogiochi. Oppure a conferenze e presentazioni di libri. Magari anche concerti o lezioni di ballo». Le idee, insomma, ci sono. «Ci piacerebbe molto mettere in piedi tutta una serie di attività che rendano attivo il circolo in moda tale che possa essere vissuto a pieno da chiunque». Purché tesserato.
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