Il Tirreno

Livorno

Il caso

Livorno, difende due donne importunate: inseguito e aggredito in piazza XX

di Stefano Taglione
Piazza XX Settembre
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Piazza XX Settembre

Il racconto di un sessantenne livornese: «Sono stato anche insultato»

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LIVORNO.  Stava camminando fra via Mentana e piazza XX Settembre, in pieno centro, quando ha notato un uomo importunare due donne di una ventina d’anni. «Ehi belline belline», le sue parole accompagnate da gesti irreperibili. «Dai, lasciale stare, potrebbero essere tue figlie». Coraggio e senso civico da una parte, quelle del passante, che con una battuta ha cercato di far desistere l’uomo, straniero e dall’apparente età di 40-50 anni, che le stava infastidendo. Ma purtroppo la situazione è ben presto degenerata. Perché lui ha reagito nel peggiore dei modi: «Quanti anni pensi che io abbia?». «Più o meno 50…». «Cosa stai dicendo testa di c… vai a fare in c…», più una serie di insulti dallo stesso tenore che certo non hanno contribuito a rasserenare il clima. E l’aggressione finale.

Momenti di caos nei giorni scorsi, all’ora di cena, nel quartiere già al centro delle proteste dei residenti. Il sessantenne livornese che ha infatti cercato di difendere le due ragazze è stato prima rincorso, poi spintonato e afferrato dal cinquantenne, descritto come un cittadino albanese «molto probabilmente ubriaco». «Accanto a lui c’era un uomo di circa 70 anni, che purtroppo non ha fatto niente per fermarlo – racconta la vittima, che chiede l’anonimato – io ho cercato di fargli capire di lasciar perdere, che me ne volevo andare a casa, ma a un certo punto questa persona ha anche fatto il gesto di tirarmi un pugno. C’è mancato poco…».

Per fortuna l’escalation di violenza si è fermata nel momento esatto in cui l’uomo voleva colpire il padre di famiglia, colpevole solo di aver preso le parti di due ragazze e di trovarsi quindi nel posto sbagliato al momento sbagliato. «Mi ha offeso in tutte le maniere – prosegue – e a un certo punto, mentre ero al telefono con una mia familiare, mi sono reso conto che la situazione si stava mettendo male e ho fatto chiamare il 112. Purtroppo la polizia non è arrivata velocemente perché fra mettersi in contatto con la centrale unica di emergenza di Firenze e poi con la sala operativa della questura di viale Boccaccio un po’ di tempo è passato. Quest’uomo, insieme al suo amico, era già scappato via e io non sono riuscito a inseguirlo».

Le volanti della polizia di Stato, dalla caserma “Vittorio Labate”, una volta ricevuto l’allarme sono intervenute immediatamente. Hanno parlato con il sessantenne, che per il momento ha detto di non voler fare denuncia, «perché quella persona non la conosco, non so chi sia, e sarebbe una querela contro ignoti. È importante però che si sappia che in quella zona certe cose accadono e che non si può passeggiare tranquilli neanche verso le 20. L’alternativa? È muoversi in macchina, perché è più sicuro. Non è un quartiere ben frequentato e c’è paura ad andare in giro».

D’ora in poi, infatti, la vittima ha deciso di utilizzare maggiormente la sua auto nelle ore serali. «Se devo attraversare piazza XX Settembre o via Mentana – sottolinea – cercherò di non farlo più a piedi, almeno nelle ore serali. Puoi trovarti di fronte qualsiasi situazione, a tuo rischio e pericolo. In auto, senza ombra di dubbio, sei più sicuro». Dopo aver raccolta la testimonianza del sessantenne gli agenti si sono messi alla ricerca del quarantenne-cinquantenne, sulla base delle descrizioni fornite dall’uomo, ma non sono riusciti a trovarlo.


 

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