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Nautica e futuro

Rinasce la mitica “Gabbianella”: ecco la nuova vita della barca livornese

di Alessandro Lazzerini
La nuova Gabbianella
La nuova Gabbianella

La scommessa di una coppia di imprenditori che ha rilevato il marchio Tripesce: «Più stretta per entrare nei Fossi»

21 luglio 2023
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LIVORNO.  Il mare e i livornesi, un binomio indissolubile.Tra questi due elementi si colloca la Gabbianella, l’imbarcazione simbolo della città. Sono centinaia e centinaia gli esemplari ormeggiati tra i fossi e i moletti sul lungomare. Da questa tradizione nasce l’idea della Tripesce. L’azienda, nata negli anni’60 a Vada in uno stabilimento a due passi delll’omonimo torrente dal quale prese il nome, oggi presieduta da Alessandro Miele, è impegnata in attività caratteristiche di refit e rimessaggio di grandi yachts, ma con il rilancio della Gabbianella vuole tornare a rivolgersi anche alla clientela della barche da diporto.

«Nel 2015 abbiamo acquistato il brand – spiega Caterina Costanzo, co-promotrice del progetto -. Da tempo era nell’aria e nei progetti d Tripesce di costruire di nuovo imbarcazioni da diporto grazie all’esperienza accumulata con imbarcazioni da “lavoro”. Il primo pensiero è stato riportare sul mercato, con un modello più moderno, la Gabbianella che negli anni ha avuto un successo inimmaginabile. Tant’è che chi ne possiede una la custodisce gelosamente».

Dall’idea si è passati alla realizzazione. «Il concetto base è stato quello di modernizzare e attualizzare le linee della Gabbianella, mantenendo lo stile “da famiglia”, ma aggiungendole quel Dna di robustezza, affidabilità che contraddistingue da sempre i Tripesce. Caratterizzata da una spiccata personalizzazione sarà disponibile in versione puramente da diporto per andare con la famiglia a fare un bagno e godersi la bellezza del nostro mare e non solo, ma anche con una versione “fisherman” con accorgimenti e attrezzature adatta alle esigenza di chi fa della pesca una passione di vita».

Il nome scelto per la nuova imbarcazione fa capire alla perfezione il suo legame con il territorio. «L’abbiamo chiamata “Quattromori” perché le sue radici devono continuare ad essere attaccate a questa città. Un altro dettaglio importante è la larghezza: 2, 10 metri, leggermente più stretta rispetto ai vecchi modelli, proprio per essere ospitata in tutti i circoli o porticcioli di Livorno. Il tutto senza nessun compromesso di spazio, stabilità o confort. E la vera chicca è la possibilità di installare un motore 40/70 Hp senza patenta su una barca di oltre 6 metri con prestazioni eccezionali».

I progetti della Tripesce però sono tanti e in cantiere ci sono nuove imbarcazioni di rilievo. «In anteprima possiamo anticipare la prossima creazione: “La Medicea”, un gozzo planante di 9 metri con scafo che deriva dal pari modello impiegato da tutti i gruppi di ormeggiatori in Italia e per tutti i compiti più gravosi – spiega il patron Alessandro Miele -. Anche in questo caso sarà pensata in tutte le declinazioni possibili, con soluzioni moderne che la rendono unica nel suo genere». I sogni dell’azienda non si fermano qui . «L’obiettivo è completare una gamma di imbarcazioni per tutte le esigenze mantenendo le caratteristiche di qualità estetica e robustezza, ma con una realtà a 360° radicata in zona. Il vero sogno è impiegare risorse umane in loco specializzandole tramite tirocini, stage e affiancandole a chi abbiamo già nel nostro organico. Vogliamo affiancare giovani volenterosi ai nostri “veterani” per costruire squadre in grado di mantenere le produzioni e le attività che ci riguardino nel nostro territorio». Il primo tassello fondamentale, tornando un passo indietro, è la Gabbianella. Che in questo weekend sarà la grande protagonista con la presentazione ufficiale allo Chalet della Rotonda. “L’appuntamento è per ogi e domani dalle 18 fino alle 23. Ci sarà godersi un aperitivo insieme alla possibilità di visitare la barca e conoscerne tutti i dettagli più profondi grazie alla presenza dell’architetto Paolo Giordano, dell’ingegner Antonio Ricciarini, del geometra Dante Adamo Rocchiccioli e di tutto il nostro staff. In un mix tra tradizione e innovazione».

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