Toscana
Livorno, doppio incidente in scooter: morto un calciatore di 20 anni, gravi altri due giovani - La ricostruzione
Gli schianti a pochi chilometri l’uno dall’altro. Choc in città, l’indomani di una notte terribile. «Non si può morire così»
Livorno È notte inoltrata. Una di quelle che si aggrappano alla pelle, tanto l’aria è resa irrespirabile dal caldo. Ad Antignano si smontano le bancarelle della festa e sul Romito c’è ancora musica. Poi, all’improvviso, due schianti. Uno dopo l’altro. Vicinissimi. Due chilometri e mezzo di strada bastano a segnare il destino di tre giovani. Lorenzo e Andrea sono in sella all’Sh quando si schiantano contro un’auto. Hanno appena superato la curva del Pendola e l’impatto è violentissimo. Uno muore sul colpo, l’altro viene portato in ospedale e operato. Nel frattempo, una manciata di metri più a sud, un diciannovenne cade con lo scooter. È alla fine del Romito e, scivolando sulla strada, batte violentemente la testa. È grave e viene ricoverato in medicina d’urgenza. Lui e Andrea Persico ce l’hanno fatta, hanno superato la notte. Ma non Lorenzo Filippi. Lui è morto. Sull’asfalto del lungomare. Ad appena vent’anni. Tornando a casa da una notte che doveva essere di festa.
Il primo incidente
E invece intorno all’una lo scooter Sh su cui il ventenne viaggia insieme a Persico si schianta contro la Fiat Qubo guidata da un 58enne di Cecina. Lo scontro, a quanto sembra, è frontale e l’urto sbalza i ragazzi a terra. Alla guida, secondo i primi accertamenti, c’era Filippi. Muore sul colpo. L’amico, seduto dietro, viene invece soccorso dai volontari della Svs e trasportato all’ospedale in gravi condizioni. Dopo i primi accertamenti, il diciannovenne viene operato per una frattura esposta alla tibia e ricoverato in Ortopedia. La dinamica dello scontro non è ancora chiara e la polizia municipale, intervenuta per i rilievi, è al lavoro per definirla.
Secondo i primi accertamenti sembra che lo scooter, muovendosi in direzione nord, si sia scontrato frontalmente col l’auto – che viaggiava nel senso opposto di marcia – appena dopo una curva. Siamo all’altezza del civico 3 di via Pendola e l’ipotesi è che uno dei due mezzi abbia invaso l’altra corsia. Bisognerà capire quel era la velocità tenuta da motorino e macchina, se ci sono stati tentativi di frenata e qual è il motivo esatto dell’impatto.
Sulla scrivania del sostituto procuratore Niccolò Volpe, intanto, è stato aperto un fascicolo per omicidio stradale su cui, come atto dovuto in casi come questi, è probabile che sarà iscritto il nome dell’uomo che stava guidando la Fiat al momento dell’impatto.
La municipale, parallelamente, sta cercando qualcuno che abbia assistito allo scontro. A quanto risulta i primi a fermarsi sono stati i ragazzi che viaggiavano sugli scooter di fronte a quello guidato da Lorenzo Filippi. Hanno sentito lo schianto e si sono voltati, ma non avrebbero assistito direttamente all’incidente.
L’altro incidente
Mentre in via Pendola succedeva tutto questo, due chilometri e mezzo più a sud, in via del Littorale, uno scooter è caduto a terra. Siamo alla fine del Romito, poco prima della biforcazione tra Livorno centro e Antignano. Sul motorino c’è un ragazzo di 19 anni che, cadendo a terra, batte violentemente la testa e il torace. Viene soccorso da un’ambulanza della Misericordia di via Verdi, che lo trasporta al pronto soccorso in gravi condizioni. Non risulta in pericolo di vita e, dopo gli accertamenti, è stato ricoverato in medicina d’urgenza. Anche in questo caso la dinamica è da ricostruire ma sembra che non siano coinvolti altri mezzi. Sul posto è stata inviata una pattuglia della polizia stradale, che è arrivata da Venturina.
Lo choc
Grande è lo choc in città, l’indomani di una notte terribile. «Non si può morire così». Dopo una serata passata con gli amici a divertirsi. In sella a uno scooter guidando sull’asfalto rovente di un quartiere fino a poco prima in festa. Tante cose sono ancora da chiarire. Com’è potuto succedere? C’è di mezzo il consumo d’alcol? La salma di Filippi al momento si trova al cimitero dei Lupi, dov’è stata trasportata da un mezzo delle onoranze funebri della Misericordia di Livorno, ed è a disposizione del magistrato che deciderà se disporre o meno ulteriori esami specifici. Poi sarà possibile organizzare il funerale. E al dolore della famiglia si aggiunge quello del sopravvissuto: il ragazzo che era seduto dietro. Andrea è ancora in ospedale e le sue condizioni di salute sono stabili. Ma è distrutto dall’aver saputo che il suo amico è morto quella notte.
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