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Livorno, aggredisce padre e figlia in scooter alla stazione: «Ha minacciato di spaccare tutto per 5 euro»
Caos in piazza Dante, il racconto di una livornese: «Siamo riusciti a scappare, era un trentenne sicuramente ubriaco»
Livorno Prima ha minacciato di spaccare il loro scooter: «Zio, zio, dammi cinque euro o lo rompo». Poi, con fare sempre più violento, ha aggredito la coppia di persone a bordo del mezzo a due ruote afferrando per un braccio il conducente, un anziano di 76 anni, cercando al contempo di colpire la figlia con un pugno sul casco.
Caos attorno alle 21.45 di domenica scorsa in piazza Dante, fuori dalla stazione ferroviaria. A raccontare l’episodio è la livornese Cecilia Foschi, appena arrivata in treno e con il babbo che la stava aspettando fuori. È quando è montata in sella al motorino che l’uomo, descritto come un trentenne nordafricano, ha iniziato a inveire e a minacciare lei e il genitore. «Aveva la maglia turchese e i pantaloni corti – le sue parole – quando ha afferrato il braccio di mio babbo chiedendogli cinque euro. Gli ho fatto presente che dovevamo andare in ospedale, che ci facesse partire, ma lui per tutta risposta mi ha detto di stare zitta cercando di colpirmi con uno schiaffo sul casco. Parlava nella sua lingua, non capivo, sicuramente era ubriaco perché puzzava di alcol. Forse anche sotto effetto di sostanze stupefacenti».
Il settantaseienne, cercando di partire, rischia a sua volta di essere colpito. Poi, in qualche modo, riesce a eludere il giovane e mette in moto. Lasciandoselo alle spalle. «Nel mentre – prosegue Foschi – ho chiesto aiuto a una persona che è corsa dentro la stazione, spero per chiamare le forze dell’ordine, che comunque noi non abbiamo visto, anche perché siamo riusciti a fuggire. Il trentenne ha reagito sorridendo e dicendo “Chiama polizia e chiama carabinieri, tanto non mi fanno niente”. Ha provato anche a rompere il parafango». «Non commento l’accaduto, parole – conclude la donna – ce ne sarebbero a volontà, ma evito anche perché so che chi di dovere, anche se avesse la possibilità di agire e di migliorare la situazione in questa città, farebbe come Ponzio Pilato. La zona della stazione ferroviaria è terra di nessuno». l
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