Gioco
Bambini al mare e caldo, il vademecum del pediatra: «Molti rischi, quello peggiore è lo choc termico»
Il medico Paolo Biasci lancia un monito a genitori e nonni sui comportamenti corretti «Devono assumere molti liquidi e indossare occhiali da sole per proteggere la vista»
LIVORNO. Tutti hanno torto, tutti hanno ragione. Leggende e consuetudini personali si sprecano, fatto salvo di vederne poi i risultati (intervallo di tre ore in media fra pranzo e bagno oppure l’opposto, cioè meglio subito che dopo, in sostanza prima dell’inizio della digestione) . Ma le alte temperature che in questo periodo di luglio dovremo affrontare (ovvero le più elevate negli ultimi cento anni) , inducono a dare un ruolo ancora più importante alla possibilità di andare incontro ad uno choc termico, quando la temperatura dell’acqua sia particolarmente fredda. È il pensiero di Paolo Biasci, segretario provinciale della Fimp, la Federazione Italiana Medici Pediatri. Anche se raro, è una realtà pericolosa, per la possibilità d’un collasso e di perdita di coscienza. Ma le elevate temperature sono inoltre punti critici, specie con i bambini, per il problema della disidratazione e l’impatto dei raggi del sole sugli occhi e sulla pelle. In una parola, mamme e nonne, ma a tutti, attenzione, sempre. Dalla fatalità alla prudenza, in un percorso senza regole, già le prime tragedie hanno fatto parlare di sé. Il caldo dei prossimi giorni (saranno i più caldi nell’ultimo secolo) aumenterà la voglia di una rifrescata ed un bel tuffo in mare. La leggenda, portata avanti da mamme e nonne, tramandate nei secoli, ha le proprie basi d’attesa tra l’effettuazione del pranzo e l’inizio del bagno, ma è pur vero anche il contrario.
Dottore, facciamo, dunque, un po’ d’ordine.
«Argomento spesso oggetto di richieste di consigli da parte dei genitori. In verità non ci sono evidenze scientifiche che indicano un tempo minimo che deve essere rispettato tra il pasto e tuffarsi in mare. Infatti, i comportamenti che ognuno di noi mette in atto sono i più diversi ed in questo contesto i bambini non rimangono esclusi. Come sempre, qualche precauzione può essere messa in atto in quanto è lo choc termico, seppur in casi molto rari e quando l’acqua è molto fredda, a poter causare un collasso con perdita di coscienza che è la vera causa degli episodi gravi di cui veniamo a conoscenza».
È opportuno che debba cambiare radicalmente qualcosa nell’alimentazione del bambino durante l’estate?
«La corretta alimentazione dei bambini prevede già un equilibrio e una varietà di alimenti durante l’arco della giornata. Magari durante i mesi caldi è opportuno avere attenzione ad una buona idratazione, quindi assunzione maggiore di liquidi, non zuccherati, ed alimenti ricchi di sali minerali ed acqua come la frutta e la verdura».
Cappellino ed occhiali protettivi? C’è un’età minima? Meglio aver paura che toccarne?
«I bambini, soprattutto i più piccoli, hanno occhi delicati e sensibili alla luce per cui necessitano di protezione dai raggi. È consigliato da noi pediatri l’utilizzo degli occhiali da sole con lenti protettive ed infrangibili che rappresenta il metodo più efficace e sicuro per evitare problematiche».
La nostra pelle ha una “memoria di ferro” ed eventuali scottature ripetute e trascurate possono poi rivelarsi, nel tempo, come possibile causa di gravi malattie della pelle?
« Sappiamo che l’esposizione alla luce solare favorisce il corretto sviluppo del bambino favorendo l’accrescimento e la produzione di vitamina D, ma nonostante ciò bisogna mettere in atto delle precauzioni affinché l’irraggiamento solare non provochi danni alla pelle, particolarmente importanti nei bambini e negli adolescenti. Quindi usare creme solari con alto grado di fattore protettivo, ripetendo l’applicazione durante la giornata».
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