Gioco
Livorno, il sindaco Salvetti e i veleni sul piano operativo: «Non mi astengo. Mai favorito Fremura, anzi»
L’accusa di conflitto di interessi. «Inciuci? Vecchia politica. Si vuole un’area sportiva anche alle ex serre? La progetto integrata con quella che si farà alla Scopaia»
LIVORNO. «Potrei astenermi ma non ho intenzione di farlo: io voterò convintamente il piano, perché l’accusa che mi fanno le opposizioni è ridicola». Aspettava da giorni di dire la sua davanti ai consiglieri Luca Salvetti. Era fuori città mentre in commissione infuriava la polemica sul conflitto di interessi con la famiglia Fremura.
Ascolta il dibattito il sindaco. Poi rivendica per la sua amministrazione e per gli uffici del Comune di avere costruito un Piano operativo «serio», «intelligente», «che tiene insieme le necessità di sviluppo con la salvaguardia dell’ambiente». In una città che «sappia togliersi di dosso l’etichetta delle infradito facendo coesistere il viver bene con il lavoro». Quindi dando anche «risposte alle imprese locali o che vogliono insediarsi da fuori». Il riferimento è per prima all’area industriale prevista al Puntone del Vallino.
«I nuovi edifici? Pubblici»
La mattinata si è aperta con gli striscioni dei comitati. Salvetti ribatte, a chi lo accusa di cementificare, che «il piano sceglie di destinare aree per nuova edificabilità solo a strutture pubbliche come ospedale, scuole e impianti sportivi» e che «è stato detto no a ciò di cui la città non ha bisogno, nuovi grandi centri commerciali»: «Il precedente piano strutturale – e guarda in direzione M5S – ne prevedeva altri, ad esempio a San Marco, e nuove case private, come nella zona del Cisternone, che noi abbiamo riconvertito a social housing». Aggiunge che la manovra ha «una chiara vocazione al recupero e alla rigenerazione urbana», citando Hangar Creativi, Forte San Pietro, Terme, ippodromo, Parco delle generazioni a Montenero.
«Non mi astengo»
Ma il punto, lo sa bene Salvetti, ora è un altro. È la sua posizione rispetto a un imprenditore che è anche il suo datore di lavoro e l’opportunità politica di discutere atti che possono riguardarlo. Non può tirarsi indietro su questo e non lo fa. «Voglio guardare negli occhi i consiglieri e i cittadini che mi hanno espresso solidarietà per attacchi sconsiderati e allusioni deprimenti: questo sindaco fa dell’onesta e della rettitudine morale il primo motivo di vita, se pensate agli inciuci della vecchia politica avete sbagliato indirizzo». E subito dopo: «Qualcuno voleva che non partecipassi al voto per un presunto conflitto d’interessi, non ho intenzione di farlo. Voterò convintamente perché le opposizioni fanno un’accusa ridicola. E non sono io a dirlo, sono le regole e le normative».
«Mai favorito Femura»
«In questi quattro anni – viene al punto – sono state due le occasioni in cui ci siamo trovati a confrontarci con gli interessi, del tutto legittimi, del gruppo Fremura o di società collegate. Nella prima, che riguarda le aree commerciali del Nuovo Centro, gli indici di edificabilità sono stati ridotti da 24mila a 10mila metri quadri. Nella seconda abbiamo espresso parere negativo per una Rsa privata che un gruppo italiano voleva costruire su terreni di loro proprietà. Eccoli qui i regali che il sottoscritto ha fatto a quelli che qualcuno qui dentro ha chiamato in maniera subdola i suoi amici».
Ex serre e sport
Ma perché, ci chiediamo, insistere nel voler prevedere solo verde all’ex Labrogarden? È per favorire chi lì vicino costruirà villette? Per Salvetti su questo «il paradosso ha raggiunto i vertici massimi»: «Abbiamo ricostruito il percorso che, dai primi anni 2000, si concretizzò in una previsione del 2008 e soprattutto in una convenzione siglata nel 2018, in piena era grillina, che permetteva al privato di procedere nella realizzazione del progetto. Una convenzione senza data di termine che per la legge obbliga l’amministrazione a garantire i diritti che la firma faceva nascere. Ora viene chiesto conto a noi di scelte che hanno visto protagonisti tutti tranne noi. Si dice che l’area adiacente destinata da noi a parco e verde pubblico è un regalo a chi costruirà quelle villette. Siamo alla follia. Si afferma che li si potrebbe costruire anche un’area sportiva. Benissimo. È previsto e allora facciamola anche lì un’area dedicata allo sport, se si pensa che parco e orti non siano sufficienti. Da domani ci mettiamo a progettarla e magari la integriamo con quella programmata con i fondi Pnrr in via San Marino».
Come a dire: comunque la futura palestra della Scopaia, ribattezzata cubone dal comitato, non è in discussione. l
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