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Il processo

Alluvione, il Comune di Livorno chiede 100.000 euro a Nogarin per danni di immagine

Stefano Taglione
Gli avvocati delle parti civili (foto Daniele Stefanini/Agenzia Franco Silvi)
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Gli avvocati delle parti civili (foto Daniele Stefanini/Agenzia Franco Silvi)

Palazzo civico, in veste di parte civile, vuole un risarcimento dall'ex sindaco del Movimento 5 stelle imputato per omicidio colposo plurimo per la morte di otto persone

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LIVORNO. «Almeno centomila euro» di risarcimento dall’ex sindaco Filippo Nogarin. Sono quelli che ha chiesto, per i danni di immagine, il Comune in via provvisoria, con l’avvocata Lucia Macchia. Ieri, dopo l’accusa, nel processo per l’alluvione hanno parlato le parti civili. Fra cui l’amministrazione, che tornerà anche nella prossima udienza (il 20 luglio) nella seconda veste di responsabile civile.

Come palazzo civico, anche tutti i familiari chiedono «giustizia» e si associano alla richiesta di condanna della procura. «Non vogliamo per forza cercare un capro espiatorio, ma che emerga una verità e coincida con la realtà processuale. Deve essere fatta giustizia», le parole del legale Massimo Manfredini. «La risposta a questo processo – ha spiegato invece l’avvocato Danilo Adoncecchi – ce l’abbiamo già dalla sentenza in rito abbreviato ed è sufficiente epurarla dell’unico motivo di assoluzione (per Riccardo Pucciarelli ndr) non applicabile a Nogarin».

Mentre il collega Lorenzo Mini ha affermato che «se fosse scattato l’alert-system il signor Raimondo Frattali, di cui assisto la vedova come parte civile, sarebbe ancora fra noi. Lui, se avvisato, non sarebbe andato a dormire, sarebbe rimasto sul divano, controllando personalmente il livello del fosso perché aveva ben chiara la zona dove viveva. Il sindaco ha l’obbligo di inviare l’allerta alla popolazione», ha concluso. «Quella notte – le parole di Cristiano Spadoni – tutto è stato messo sulle spalle di Soriani, che non è un gigante in tema di protezione civile, come ha fatto capire lui stesso».

Il 20 luglio, alla prossima udienza, alle 14 prenderanno la parola Margaret Manning (in rappresentanza del Comune, come responsabile civile) e Sabrina Franzone, l’avvocata dell’ex sindaco. Si finirà al massimo alle 18. Ed è assai probabile che la sentenza slitti a settembre. l

S.T.

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