Gioco
«Ingrato, dovevi mangiare con me». Livorno, botte fra i camionisti: un ferito
La lite per un ristorante e un invito rifiutato. Uno dei due: «Ho reagito, stava esagerando»
LIVORNO. «Lo avevo salutato dicendogli che in quel ristorante io non ci volevo andare e che avrei mangiato da solo sul camion. Poi, però, un collega era nei pareggi e insieme siamo andati in pizzeria. Quando sono tornato, per la sua gelosia, si è scatenato il finimondo. Mi ha detto “Sei un uomo di m..., un pagliaccio, questa me la segno”. E gesticolando mi ha tirato uno schiaffo, così ho reagito e l’ho colpito. Lui poi ha esagerato, perché si è rotolato sull’asfalto senza la maglietta, come se fosse stato picchiato da 20 persone».
Una cena al ristorante. E un invito rifiutato. Tanto è bastato per scatenare il caos, attorno alle 23.30 di martedì scorso, in via delle Corallaie, alla periferia nord della città. A bordo strada sono parcheggiate due bisarche, mezzi pesanti che l’indomani dovranno ripartire pieni di auto. A discutere due camionisti: un cinquantaduenne di Formia (originario di Torino) e un cinquantanovenne, della provincia di Benevento, che lavorano per la stessa ditta di autotrasporti. Sono a Livorno per lavoro, dormiranno nella cabina del Tir come quasi ogni notte, perché non ci sono alternative.
Una serata, purtroppo, rovinata dall’aggressione per la scelta del ristorante, finita con il cinquantaduenne accompagnato in ospedale da un’ambulanza della Croce rossa e il collega, che sostiene di essere stato insultato e colpito per primo, ascoltato dagli agenti delle volanti della polizia di Stato. «Non sono neanche libero di andare a mangiare dove mi pare? – si sfoga – Sono stato offeso in ogni modo e colpito dal collega, forse inavvertitamente mentre gesticolava dicendomi che ero un uomo di m**** per come mi ero comportato. Allora a un certo punto ho detto basta e gli ho tirato uno schiaffo, perché stava esagerando».
È a questo punto che il collega, «dopo essersi rotolato a terra due volte e finendo dal marciapiede sulla strada», ha chiamato il 112. E sul posto è intervenuta la polizia di Stato, con gli agenti che hanno poi raggiunto il ferito al pronto soccorso. «Mi hanno chiesto tre volte come potesse essere ferito in quel modo con uno schiaffo – prosegue il camionista beneventano – ma è così, si rotolava davvero parlando di un trauma cranico, e a mio modo di vedere ha esagerato. Prima di aggredirmi, fra l’altro, era stato già molto scortese con le persone che mi avevano riaccompagnato dalla pizzeria a via delle Corallaie in macchina. Poi mi ha urlato di tutto: “Sei un uomo di m..., me la segno, avevi detto mangiavi sul camion, eri già d’accordo con loro e non me lo hai detto”. Un’inutile scena di gelosia che stava né in piedi, né in terra. Quando gli ho detto che i suoi atteggiamenti non erano consoni a quanto accaduto ha dato in escandescenze, colpendomi mentre gesticolava e dicendomi che lui faceva cosa gli pare e non se ne sarebbe andato».
Il Tir del cinquantaduenne, ieri pomeriggio, era ancora parcheggiato in via delle Corallaie. Mentre il collega è ripartito: «È stato poco serio anche dal punto di vista lavorativo – conclude il cinquantanovenne, che in ospedale ha deciso di non andare – perché ha lasciato il camion in mezzo alla strada. Sono dovuto andare io, di notte, a staccargli il climatizzatore che aveva lasciato acceso. Altrimenti avrebbe trovato la batteria scarica».
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