Il Tirreno

Livorno

L'inchiesta

«Babbo, dove sono i 17.000 euro?». Vicina azzera il conto di un disabile: ecco come ha fatto

Stefano Taglione

	Una volante della polizia a Shangai (foto d'archivio)
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Una volante della polizia a Shangai (foto d'archivio)

Livorno: la donna si sarebbe fatta regalare di tutto facendogli credere di avere una relazione amorosa. E lui ha acceso anche un finanziamento in banca

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LIVORNO. Gli avrebbe svuotato il conto corrente facendogli credere di avere una relazione amorosa con lei. «Seducendolo», secondo la ricostruzione della polizia di Stato, che con la Squadra mobile indaga sulla vicenda. Privandolo di diecimila euro, i (pochi) risparmi che aveva. E di altri 7.000 che invece sarebbero stati frutto di un finanziamento acceso in una filiale e bruciato nel giro di poche settimane: «Babbo non hai più soldi, come diavolo li hai spesi?».

È stata la figlia, cointestataria del conto corrente nello stesso istituto, che a due mesi da quella conoscenza tossica si è resa conto che qualcosa non andava. E che ha deciso di denunciare tutto in questura, subito al lavoro con gli agenti che hanno indagato per circonvenzione di incapace una quarantenne livornese, ora con il divieto di avvicinamento all’ottantenne. Un anziano disabile, quello raggirato. «Con gravi deficit», riepiloga la Squadra mobile. Vicino di casa della donna, della quale Il Tirreno non fa nome e cognome per non rendere riconoscibile il pensionato vittima del raggiro, che vive nel suo stesso cortile nel quartiere di Shangai e che conosceva molto bene.

Il divieto di avvicinamento, infatti, è di 50 metri proprio per evitare che la vittima lo raggiunga sul pianerottolo di casa, come è avvenuto negli scorsi mesi. Innumerevoli i regali e gli acquisti di cui la donna, difesa dall’avvocata Luana Dettori, avrebbe beneficiato: gioielli, oro, ma anche donazioni in contanti. All’ottantenne, che abita solo, avrebbe anche più volte fatto la spesa, di fatto aiutandolo. I numerosi pagamenti nelle oreficerie della città sono stati poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con la figlia che analizzandoli si è resa conto che suo padre stava sperperando i soldi senza un senso, nella fattispecie «indotto» – è la ricostruzione della polizia – dalla quarantenne sua dirimpettaia. Ma non si esclude che sia stata la sola ad approfittare della sua situazione e i prossimi mesi, per stabilire questo aspetto, saranno cruciali.

Ai margini di questa vicenda, inoltre, ci sono anche foto e video “hot” che l’anziano avrebbe inviato alla vicina con il telefonino. Tutto sarebbe andato avanti dall’aprile al maggio di quest’anno, mentre a giugno all’indagata è stato notificato l’avvio del procedimento penale e la misura cautelare. La procura, con la pubblico ministero Ezia Mancusi, per la donna aveva chiesto anche l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo telematico degli spostamenti, ma la giudice per le indagini preliminari Tiziana Pasquali non l’ha disposta in ragione della vicinanza dei due appartamenti, i cui ingressi distano pochi metri in linea d’aria.

Una cifra ingente quella che la donna avrebbe sottratto all’ottantenne, che non è certo una persona abbiente. Un pensionato, come tanti altri, che arriva con fatica a fine mese grazie ai pochi risparmi maturati. E in passato, l’indagata, è stata condannata per furto in abitazione proprio ai danni di un’anziana: «Precedenti specifici», secondo gli inquirenti. l


 

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