Gioco
Arriva la dottoressa-Herpes. Al teatro “Il Grattacielo” debutta Cristina Salvadori con “Un medico in scena”
Prodotto dall’associazione culturale Atalia. Un titolo che riporta alla mente i lavori di Molière, e dei suoi dottori “scalcinati”. In realtà, in questo caso, è l’esatto contrario
LIVORNO. Uno spettacolo assolutamente singolare. È un esperimento sociale “ Gina, un caso virale”. Al centro artistico Il Grattacielo, sabato 15 luglio alle 21.15, c’è “Un medico in scena”, prodotto dall’associazione culturale Atalia. Un titolo che riporta alla mente i lavori di Molière, e dei suoi dottori “scalcinati”. In realtà, in questo caso, è l’esatto contrario.
Qui, col sorriso sulle labbra, si affrontano argomenti importanti, lanciati in maniera originale. Mente e braccio del progetto la dottoressa Cristiana Salvadori, che, dopo un primo tentativo interessante, ma incompleto, ha deciso di salire uno step sviluppando l’idea originaria.
«Io sono medico di medicina generale - spiega Salvadori - ma da tanti anni mi occupo di prevenzione e di diffusione a 360 gradi. E ho fatto incontri frontali, su vari temi comuni come il colesterolo, l’ipertensione, l’ansia e tutti quegli argomenti per i quali in ambulatorio ho appena 5 minuti per parlare, dicendo poco o nulla».
Da qui dunque partono gli approfondimenti, con l’intuizione di vivificare i personaggi.
«Impersonificando le vari patologie e dando loro dei nomi. Da questo giochino, un giorno, parlando con un attore, mi è venuta la voglia di provare la messa in scena. Per vedere se le persone saranno in grado di apprendere qualcosa di più sui vari problemi. La prova del teatro serve a capire se c’è la possibilità di far passare il messaggio, in maniera differente».
In questo primo caso di parla di Herpes Zoster, virus che è tornato fuori, dopo il Covid. «E viene messo sotto processo, cercando nel contempo di far capire alcune cose, con le ultime scoperte in materia, anche importanti che sono passate in sordina. E invece hanno un impatto molto importante, anche nell’approccio clinico alle patologie».
La regista sottolinea la leggerezza della performance. «Una cosa molto self made: diapositive e io, che interpreto Herpes Zoster. Poi c’è una voce fuori campo, e il sergente maggiore che fa le domande. Ci sono anche filmati e una parte ballata. Tutto fatto in maniera artigianale, semplice». La platea ideale è il cittadino comune, che vuole approfondire quello che sta dietro alla malattia.
«La cultura della prevenzione e la consapevolezza di quello che succede nel corpo. Un’avventura pionieristica, l’entusiasmo c’è, e la voglia di vedere se funziona. Se fai un sorriso e ti diverti hai giù fatto terapia».
Come detto lo sviluppo di un percorso già intrapreso. «Riprendere i personaggi già messi in campo, caratterizzarli. Mi piacerebbe segnasse l’inizio di una serie. Vediamo, se funziona ne scrivo altre , si va avanti. Altrimenti, si torna ai vecchi santi». Con Salvadori per lo spettacolo di sabato hanno collaborato alla realizzazione Marta Lupi e Emanuele Miceli. Arrangiamenti e coreografie di Michele Grande. Con la partecipazione del maestro di tango Dario Luchetti. Info. Biglietti adulti 12 euro, ragazzi fino a 10 anni 8 euro.
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