Gioco
«Abbiamo imparato a puntare in alto». Al liceo Cecioni dentro ai sogni dei centisti
Amini e Simoncini: «La prof Rondanina nel cuore». Massei: «Farò la psicologa». Ciucci: «Vorrei scrivere un libro per adolescenti». Leotta: «Tornerò qui da preside»
LIVORNO. «La prof Grazia Rondanina mi rimarrà sempre nel cuore. Tutta la matematica che conosco me l’ha insegnata lei», dice Dana Amini, centista della 5°A, indirizzo scientifico, appena uscita dal liceo Francesco Cecioni con lode, ricordando la storica professoressa della scuola scomparsa ad inizio luglio.
Anche Matteo Simoncini, centista compagno di classe di Amini, ricorderà sempre con affetto Rondanina, che gli ha insegnato matematica al biennio. E aggiunge Simoncini: «porterò con me anche le mie care prof di sostegno: Alice Bondi, Teresa Ruocco, Carla Chibbaro, Antonella Musso. E la mia dolce educatrice Valentina Vatteroni».
Dei professori parla anche Gemma Salierno, centista con lode della 5°C, indirizzo Linguistico. «All’esame di maturità mi sono ritrovata i prof interni ai quali ero più affezionata, è stata una soddisfazione fare bella figura davanti a loro».
E Carlotta Massei, centista con lode, anche lei della 5°C ma dell’indirizzo Scienze Umane, il giorno dell’orale ha avuto «la consapevolezza di essere arrivata al termine di un viaggio irripetibile, che condizionerà l’intera mia vita».
A Valeria Tuchilus, centista con lode della 5°A di Scienze Umane, il percorso scolastico ha insegnato tanto. «Imparare ad andare avanti nonostante le difficoltà che si incontrano sul proprio cammino. La scuola mi ha insegnato a puntare in alto».
«In questi anni sono riuscita a lavorare sempre con i miei compagni, a prescindere dalle opinioni, non sempre allineate tra noi», aggiunge Giulia Salvatori, centista di Scienze Umane, della 5°B. «Grazie al prof di italiano, Alessio Traversi, ho iniziato ad amare la letteratura. Uno dei miei sogni infatti è scrivere un libro per adolescenti, o un saggio su Pascoli, il mio autore preferito» idealizza il suo futuro Lavina Ciucci, centista con lode della 5°D di Scienze Umane.
«Io vorrei fare medicina. Ho già sostenuto un test ad aprile, a breve farò anche il secondo», sogna Marta Nundini, centista con lode della 5°A, indirizzo Scientifico. Ma c’è anche chi appena uscito da scuola, spera già di poterci tornare.
È il caso di Nicholas Leotta, centista della 5°D Linguistico. «Sono uscito dal Cecioni bagnato di spumante. Da novembre ho tenuto una cover del cellulare distrutta, ma non ho voluto cambiarla fino al giorno dell’esame, per scaramanzia. Ora ce l’ho nuova», racconta. E aggiunge. «Spero di poter tornare al Cecioni in una veste nuova, quella di dirigente scolastico. Per evitare delle ingiustizie che ho visto in questi cinque anni». Da settembre Leotta studierà Ingegneria aerospaziale a Pisa, e sebbene la sua vita la immagina a Livorno –«amo la mia città»-, non esclude esperienze all’estero.
Così come a non escluderle sono anche tante sue compagne di scuola. Per Gemma Salierno, che studierà Ingegneria del suono, nonché la parte tecnica delle composizioni musicali, e che ha il sogno di diventare una cantante. «Il mio futuro è in Italia, ma non escludo di fare un’esperienza in Inghilterra, per fare musica soul».
«Vengo da una famiglia che si è spostata molto con il passare degli anni, per questo non vedo il mio futuro a Livorno», riprende Amini, che vuole fare Medicina, a Pisa o a Torino.
Nel futuro di Massei, invece, fermamente «compare ancora l’Italia. Devo decidere se fare la triennale di Psicologia a Firenze o a Pisa. La magistrale, invece, so già che voglio farla a Padova. Da sempre mi vedo psicologa».
In ambito clinico-sociale vuole rimanere anche Tuchilus. «Avendo studiato Scienze Umane ho pensato di fare qualcosa in ambito sociale. Voglio provare Scienze dell’Educazione e della Formazione».
Salvatori riprende il discorso: «Vorrei studiare tanto, non fare solo la triennale. Mi è sempre piaciuto studiare, e ora sono indecisa se optare per facoltà scientifiche o orientarmi verso facoltà umanistiche».
Ciucci, oltre a voler diventare una scrittrice, ha «il desiderio di diventare una giornalista, rimanendo a vivere a Livorno. La mia vita è qui».
A rimanere in zona sarà anche Simoncini, che spera di lavorare nel trasporto pubblico locale. E se non riesce a breve nell’impresa, «come dice mia mamma “qualcosa ci inventeremo”».
Amini, che spera che il lavoro la porterà a fare esperienze anche al di fuori dell’Italia, tra affronterà un viaggio intercontinentale. «Andrò un mese in Canada a trovare i parenti».
Un viaggio più breve lo farà Tuchilus, che anche lei andrà a trovare i suoi parenti, in Moldavia. «Quando sarà lì andrò anche a un matrimonio».
Indecisa tra due capitali europee è Ciucci. «Con la mia famiglia non so se andremo a Parigi o ad Amsterdam. A Parigi sono già stata». Tra estero ed Italia volerà Massei. «Con le mie amiche andremo prima a Palermo, poi a Valencia».
La spola europea la farà anche Salvatori, ma in senso inverso. «Tra poco partirò per il Portogallo, poi andrò nelle nostre montagne valdostane».
«Un giorno vorrei visitare il Giappone, mi piacciono anche le culture lontane dalla nostra. Nel frattempo, tornerò in Sardegna, dove sono già stata il fine settimana passato. Questo viaggetto è stato il regalo per la maturità del mio ragazzo» gioisce Nundini.
Simoncini, invece, si dividerà tra mare e monti. «Spero di andare in montagna con i miei amici, e di riuscire ad andare all’isola d’Elba». Chi non sa ancora dove andrà è Leotta, che ironicamente precisa. «Io e il mio amico ci siamo trovati all’ultimo. Speriamo di riuscire a fare un viaggio low-cost, altrimenti troveremo un gommone per fare un viaggio al mare».
Neanche Salierno sa se farà un viaggio. Una cosa di cui è certa, però, sono gli insegnamenti che la scuola ha dato a lei e ai suoi coetanei, ora maturi: «Quest’estate intanto mi riposo e realizzo che ho finito questo percorso scolastico, non mi faccio troppi piani. Quello di cui sono certa è l’esperienza scolastica che mi porterò dietro: l’importanza della comunicazione, l’importanza di riuscire ad esprimersi al meglio e non giudicare gli altri, e la disponibilità all’ascolto». l
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