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Scuole, «Grazie al nostro istituto-comunità»: Niccolini-Palli, i centisti e l’esame

di Luca Balestri
Scuole, «Grazie al nostro istituto-comunità»: Niccolini-Palli, i centisti e l’esame

Belluomini: «La forza del gruppo». Gongo: «Lo studio per essere cittadini attivi» Cosimi: «Tenterò il test alla Normale». Lucarelli: «Vorrei scrivere un romanzo»

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LIVORNO. «La settimana delle notti del liceo è sempre stata una grande festa. È il ricordo più bello che mi porterò dietro di questi cinque anni», racconta Edoardo Lucarelli, centista della 5°A del liceo classico Niccolini Palli.

Queste notti liceali, dove albergava la diffusione della cultura greca e latina, rimarranno indelebili anche per Dafne Cosimi, compagna di classe di Lucarelli, anche lei uscita da scuola con il massimo dei voti.

«L’ultima edizione è stata la più significativa, perché quando si è in quinta si è studiata molta letteratura, e la settimana delle notti è un’occasione per aiutare i ragazzi delle prime classi ad apprendere la cultura greca e latina».

Della stessa scuola, ma di un altro indirizzo – ha frequentato il liceo Coreutico – è la centista Rachele Belluomini, pendolare dalla provincia di Pisa, che della scuola si ricorderà soprattutto «il percorso scolastico fatto con tutta la classe. Ci sono stati alti e bassi, ma la classe, è arrivata ad essere composta non da singoli individui, ma da un gruppo unito di persone».

A Cristina Gongo, centista dell’indirizzo Scienze Umane del Niccolini Palli che dal Salento si è trasferita a Livorno cinque anni fa, rimarrà impresso soprattutto il rapporto con i professori.

«Si è creato un legame speciale, quasi di amicizia. Senza molti di loro non sarei riuscita a raggiungere i miei obiettivi». Questi ragazzi hanno appena affrontato uno dei primi esami della vita, quello di maturità. E ne sono usciti benissimo, conquistando il tanto agognato cento.

Ma come hanno affrontato i giorni del grande esame? Belluomini ha avuto una «crisi il giorno prima dell’orale, mentre per gli scritti ero molto tranquilla».

«Nonostante tutta l’ansia che avevo di parlare in pubblico, è andato tutto per il meglio» racconta Gongo. E dopo l’esame? «Sono rimasta a chiacchierare con i miei compagni, di cui ho visto gli esami. Il bello della nostra scuola è quello di essere una comunità, e non potevamo non esserlo anche in questo momento storico per la vita di ognuno di noi» confessa Cosimi.

Quindi anche il suo compagno Lucarelli è rimasto ad assistere i compagni di cinque anni di vita, e a proposito degli esami: «Quando alle spalle hai un percorso di cinque anni di grande sacrificio e amore per ciò che hai fatto la maturità non ti spaventa. E poi la fortuna aiuta l’audace». I centisti non raccontano solo dei loro esami, ma anche dei loro sogni. «Voglio capire perché si commettono determinate azioni» – ci dice Gongo da Lloret De Mar, dove ha improvvisato una vacanza-lampo: «proseguirò i miei studi iscrivendomi a psicologia, ma anche l’ambito della criminologia non mi dispiacerebbe».

In un altro ambito, quello del cinema, vede la sua carriera la pendolare Belluomini: «penso che il prossimo anno mi iscriverò a Scenografia, a Firenze. Per cinque anni mi sono diretta a Livorno, sono contenta che Firenze sia più vicina», dice ridendo.

Nel mare artistico-letterario navigherà anche Lucarelli, che frequenterà Lettere Moderne all’Università di Pisa. «Il mio sogno è scrivere un libro: che sia un romanzo, un’antologia, o una critica. Sarebbe un traguardo personale, oltre che lavorativo, vedere su carta i miei ragionamenti».

Lucarelli tenterà anche il test alla Normale, come farà anche Cosimi, che se non riuscisse nell’impresa si iscriverebbe a «lettere classiche o a filosofia. Sono le mie due grandi passioni, sono ancora indecisa. Sicuramente, voglio gravitare nel mondo della cultura, e in tutto ciò che stimola profonde riflessioni, che sia Italia o all’estero».

Nel mondo del cinema, della letteratura o della psicologia, gli insegnamenti –accademici, ma soprattutto di vita- appresi a scuola aiuteranno questi giovani a realizzare i loro sogni. «La scuola ci ha insegnato a coniugare studio e realtà. Usare l’apprendimento scolastico è importante per una cittadinanza attiva, per fare la differenza nella società», chiude con orgoglio Gongo.
 

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