Il Tirreno

Livorno

L’inchiesta

Sgominata a Livorno la “banda delle bici”: 26 furti, cinque indagati – I nomi

di Stefano Taglione
Sgominata a Livorno la “banda delle bici”: 26 furti, cinque indagati – I nomi

Ipotizzata anche le ricettazione dei mezzi a due ruote, talvolta scambiati per la droga, e un importante giro di spaccio di cocaina con clienti tutti livornesi

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Avrebbe rubato 26 biciclette in pochi mesi. Da donna, da corsa, elettriche e anche mountain bike. Dal basso all’alto valore economico. L’obiettivo? Rivenderle, secondo l’accusa, a volte anche in cambio di cocaina. Sgominata dalla procura la cosiddetta “banda delle bici”: per questo il pm Massimo Mannucci ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque persone, due delle quali livornesi. Al centro dell’inchiesta c’è proprio un quarantaduenne labronico, accusato di rubarle a ripetizione sia sulle strade che dai cortili privati. Ma non solo. Nel corso delle indagini è emerso anche un importante giro di spaccio di cocaina con decine di clienti livornesi.

Gli indagati

Gli indagati sono cinque: il quarantaduenne livornese Andrea Pannocchia (accusato di molteplici fra furti e ricettazioni), il quarantacinquenne tunisino Noureddine Ben Jilani Habibi (spaccio, ricettazione, estorsione e lesioni), il trentacinquenne marocchino Mounir Badri (ricettazioni di bici e un episodio di spaccio di droga), il trentacinquenne napoletano residente a Livorno Alessandro Cardinale (sempre ricettazione e spaccio) e il quarantaduenne albanese Lavdim Dorsi, anch’egli residente in città, per il quale è stato chiesto il processo limitatamente a un episodio di ricettazione. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Gaetano Massimo Marrara, Monica Cionini, Andrea Dinelli e Giulia Della Fazia e nei prossimi giorni ci sarà l’udienza preliminare davanti alla giudice Tiziana Pasquali.

I furti delle bici

Pannocchia è il principale indagato, visto che sarebbe stato lui – secondo l’accusa – a rubare le 26 bici e a tentare di portarne anche una ventisettesima nel corso della prima metà dell’anno scorso, il periodo al quale si riferisce l’inchiesta. Moltissimi i modelli presi di mira: una mountain bike della Ktm, una “Coppi”, una “Rock Rider”, una “Cube”, una elettrica Malossi Giannelli, una “Horus” «con l’ammortizzatore davanti, arancione e nera», ma anche una Armony Monza a pedalata assistita. I raid avvenivano su strada, nei cortili o nei garage. Il quarantaduenne è anche accusato di aver rubato una lampada a led da un’auto di una donna livornese e «una valigetta con attrezzi di riparazione, una fascia a cricchetto e un portamonete con dieci euro» da un’altra macchina in sosta nel posteggio dell’hotel Città. Per lui ipotizzata pure la ricettazione per «aver ricevuto da sconosciuti una ricetrasmittente, un caricabatterie, una prolunga elettrica, una tenaglia, un telecomando Samsung» e anche un monopattino di marca “Ninebot”, che avrebbe proposto a uno degli altri indagati (a Lavdim Dorzi in particolare).

Le accuse

Da Habibi, lo stesso Pannocchia, avrebbe ricevuto la droga proprio in cambio di alcuni mezzi. È quanto sostiene il pm Massimo Mannucci nella richiesta di rinvio a giudizio. Il quarantacinquenne tunisino è infatti accusato di molteplici episodi di spaccio, con vendita di cocaina (ma anche di eroina e marijuana) a una miriade di livornesi, tutti identificati. Poi della ricettazione di varie bici, una delle quali da 3.000 euro. Infine, nei suoi confronti, vengono ipotizzate l’estorsione e le lesioni verso un connazionale perché «mediante una minaccia consistita nel dirgli che gli avrebbe spaccato la testa e gli avrebbe bruciato la moto – si legge negli atti – nonché prendendolo a pugni e causandogli ferite guaribili in cinque giorni, avrebbe compiuto atti diretti in modo inequivocabile a ottenere il pagamento di 80 euro quale corrispettivo della cessione di un grammo di cocaina». Badri è invece chiamato in causa per aver ricevuto una bici da corsa dallo stesso Pannocchia, al quale avrebbe ceduto della cocaina. Cardinale, l’11 luglio di un anno fa, avrebbe «acquistato o ricevuto una bici elettrica di marca Goccia da Pannocchia», mentre quattro giorni prima gli avrebbe ceduto 0,4 grammi di “polvere bianca”. Al trentacinquenne, però, vengono imputati anche altri episodi di spaccio, mentre Dorzi avrebbe «acquistato o comunque ricevuto bici o altri utensili di provenienza delittuosa da Pannocchia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web