Il Tirreno

Livorno

Il personaggio

Be Coot, l’artista livornese che crea le sue creature dal riciclo marino

di Franco Marianelli
Be Coot, l’artista livornese che crea le sue creature dal riciclo marino

Alessandro Di Costanzo in arte “Be Coot” utilizza i materiali di scarto per le sue opere: «Tutti i legni che uso li porta la risacca»

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LIVORNO. Qualche sapiente ittiologo magari potrà storcere il naso (visto che peraltro di nasi si parla ) nel vedere il Pesce Trombetta realizzato da Alessandro Di Costanzo, in arte “Be Coot” (niente refusi proprio con la “t” finale), con una vera e propria trombetta da bicicletta del tempo che fu o da un aristocratico clacson di una Isotta Fraschini, al posto del naso.

Perchè Be Coot è così, è un artista, è un creativo livornese che utilizza materiale di scarto per comporre le sue opere tutte a sfondo marino con qualche pregevole eccezione.

E se con il legno ricavato dai tronchi che la risacca fa trovare sulle spiagge labroniche elabora l’opera, con altro materiale (vedi la trombetta) reperito dappertutto e portatogli da amici che supportano la sua arte, affina i dettagli. È lui a spiegare come nasce questo curioso nome d’arte, ovvero“Be Coot” (letteralmente “Sii una folaga” ovvero un uccello acquatico). Una definizione curiosa per un artista che “sa” di mare. «Inizialmente volevo chiamarmi Be Cool (stai calmo), ma un po’ perché il termine è inflazionato, un po’ per una vecchia passione artistica per la riproduzione dei gabbiani ho trovato un termine in inglese che fosse simile a cool e che volesse ricordare comunque un uccello. E così ho trovato la folaga. Non è un uccello marino come il gabbiano ma pur sempre acquatico».

Di Costanzo utilizza quasi esclusivamente legno, per le sue opere o che appunto ricava con ciò che il mare gli fa trovare gratis ai Tre Ponti o agli Scogli dell’Accademia dopo qualche mareggiata.

O che proviene, sulle stesse spiagge, dai rii cittadini quando sono in piena. E ammirare le sue opere è uno spasso:c’è il “barracoda” (proprio scritto così e non barracuda) perchè il nostro Be Coot ha personalizzato il feroce pesce dalle grandi mascelle trapiantandogli un pennello al posto, appunto, della coda e quello che presumibilmente sembra un pezzo di posata da dolce al posto della pinna. Poi il Pesce Biliardino con la parte centrale del corpo formata, ovviamente, da una stecca di calciobalilla con tanto di giocatori incastrati nella stecca stessa. E dal catalogo spunta pure un tipo di tonno multicolore con un ingranaggio meccanico al posto dell’occhio. È un tonno particolare: si chiama “Tonno subito”. Da applicare alle porte dei negozi o degli uffici per brevi assenze.

Quella di Di Costanzo è una vera e propria arte del riciclo marino.

«La porto avanti da circa dieci anni. Ho sempre però avuto una predisposizione per la pittura si da quando ero bambino e penso quindi di aver sempre avuto un’anima artistica. Dieci anni fa ci pensai su e poi feci la mia la scelta. Ed eccomi qui».

La sua carrellata di creature marine è protagonista di molti mercatini a tema. Che a Livorno non mancano, considerato i tanti artisti labronici che trasformano la loro creatività in opere di vario tipo. Ma Di Costanzo espone e vende molto anche online.

«Partecipo ai mercatini che abbiano questo tipo di indirizzo artistico, per fare alcuni esempi, quelli come Effetto Venezia o Straborgo. Ma partecipo pure a mercati fuori dalla città riscontrando sempre simpatia nei confronti di ciò che “creo”. Poi pubblicizzo le mie opere tramite web http://www.becoot.it».

Alessandro Di Costanzo chiude con un ringraziamento speciale. «Colgo l’occasione per ringraziare Stefano Pilato che svolge un’attività artistica simile alla mia e che mi ha ben consigliato per il mio lavoro».


 

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