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Denunciato dopo che vende un tornio su Internet: «Nessuna truffa, assolto»
Livorno, secondo il tribunale il fatto non sussiste. L'acquirente aveva versato 200 euro senza mai riceverlo, ma c'era stato il rimborso
LIVORNO. Aveva messo in vendita, tramite un portale, online un tornio, ma l’acquirente – pur versando i 200 euro da lui richiesti – non aveva mai visto il prodotto. Dunque ha deciso di denunciare il venditore per truffa aggravata dal mezzo telematico. Ma l’imputato, il sessantatreenne trentino Luigi Beber – difeso dall’avvocata Patrizia Cappelletti – in fase dibattimentale è stato assolto dal giudice «perché il fatto non sussiste». I fatti al centro del processo – la cui indagine è stata coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci – risalgono al 2018 quando una famiglia del Livornese acquista online un tornio facendo un bonifico e versando, nello specifico, 200 euro a Beber. Passa il tempo ma, nonostante il versamento del denaro e nonostante le sollecitazioni, il tornio non si vede. Per questo, a un certo punto, l’acquirente si è sentito raggirato e ha deciso di sporgere denuncia. Il tornio non è stato effettivamente consegnato ma l’imputato ora assolto, a un certo punto, avrebbe restituito i soldi che gli erano stati versati. «Purtroppo – ha sostenuto – non avevo più quel tornio, era già stato venduto da un mio familiare senza che io lo sapessi. Quindi non avevo possibilità di consegnarlo». E, nel corso di un’udienza avvenuta in tribunale qualche giorno fa, la giudice Rosa Raffaelli ha pronunciato la sentenza di assoluzione.
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