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Livorno, quei super studenti che hanno finito le medie con un bel 10

di Alessandro Lazzerini
Livorno, quei super studenti che hanno finito le medie con un bel 10

Le storie degli studenti che si sono distinti per il loro impegno che ha premiato con i voti più alti

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LIVORNO. Dieci col dieci. Alla scuola media Bartolena di via Michel sono stati premiati i dieci alunni dell’istituto comprensivo (sei classi terze tra Villa Corridi e la sede a La Rosa) che hanno concluso da pochi giorni l’esame di terza media con il massimo dei voti, e alcuni di loro si sono conquistati anche la Lode. Un giusto premio per un percorso di studi di primissimo livello, terminato in aula magna davanti agli occhi lucidi e ai sorrisi sgargianti dei genitori. «Una gioia indescrivibile, quando lo abbiamo saputo ci siamo commossi – commentano in coro babbi e mamme presenti –. La nostra è un’emozione che viviamo di riflesso, i veri protagonisti sono loro. Oltre all’esame che è andato molto bene, abbiamo visto premiare il percorso di alunni diligenti, sempre sul pezzo, che in questi anni si sono sempre applicati con grande impegno. Alla fine hanno solo raccolto i frutti del loro lavoro».

A scandire i tempi della premiazione con la pergamena donata a ognuno dei dieci alunni ci ha pensato la dirigente scolastica Maria Oriti. Ai ragazzi è stato regalato anche un libro sulle Leggi Livornine. «Una mattinata di grande emozione che rappresenta una bella soddisfazione anche per la scuola e i docenti – esordisce Oriti –. Per arrivare a questi risultati serve un percorso continuo, iniziato dalla prima e proseguito con costanza e dedizione. Come ciliegina sulla torta c’è stato un esame davvero brillante da parte di questi studenti. Era giusto regalargli un momento tutto per loro, gli auguriamo che questa sia solo la base dei loro successi futuri. Le Leggi Livornine sono il simbolo della città e ci fa piacere che vengano trasmessi valori come l’inclusività e la costruzione di un futuro condiviso che abbiamo sempre messo al centro come scuola». Gli attori protagonisti sono Emma Mazzini, Matteo Marconcini, Rebecca Fiorini, Giada Russo, Bianca Menicucci, Andrea Lenzi, Chiara Taurasi, Tommaso Carlotti, Viola Ferri ed Elisa Spagnoli. La loro emozione è impossibile da nascondere. Un bel sorriso e la foto con i genitori per celebrare un momento che non dimenticheranno facilmente. E poi basta ascoltarli pochi secondi per capire che i 14 anni in realtà sono solo sulla carta di identità. Per proprietà di linguaggio e brillantezza nei ragionamenti sono piccole donne e piccoli uomini. Tra questi c’è Tommaso Carlotti, che oltre allo studio porta avanti anche l’attività sportiva come aspirante calciatore nell’Academy. «Mi aspettavo un esame più difficile, soprattutto la prova di matematica era alla portata – racconta –. Per il tema invece ho scelto la traccia che parlava dei nostri zaini usati nei tre anni che prendevano vita e parlavano tra loro. Che voto avevo previsto? Sapevo che il 10 sarebbe potuto arrivare, ma la Lode è stata una sorpresa. Per il futuro ho scelto l’Iti, ora però non vedo l’ora di andare al mare». In vista delle superiori stessa scelta anche per Chiara Taurasi, studentessa al top e ballerina di danza aerea.

«Anch’io mi aspettavo una prova più difficile, soprattutto il tema mi è piaciuto molto, ma il mio cavallo di battaglia era senza dubbio matematica. Ora mi godo l’estate ai Bagni Nettuno». Dall’Iti alle Enriques, le scelte delle scuole superiori variano molto. In via della Bassata andrà Matteo Marconcini, altro aspirante calciatore in maglia Carli Salviano. «Il passaggio più difficile è stata la produzione di inglese, mentre su matematica non ho avuto problemi. L’orale? Ho portato un confronto tra i totalitarismi del’900, sicuramente un tema non semplice. Ora in Sicilia». Andrea Lenzi, alunno da dieci e lode e judoka nel tempo libero, andrà al Cecioni. «All’inizio dell’orale devo ammettere che ero un po’ emozionato e l’ansia era tanta. Poi man mano che ho iniziato a parlare mi sono sciolto. Per il tema ho scelto quello che aveva come argomento centrale la nostra esperienza con i libri». Al Cecioni, indirizzo lingiustico, andrà anche per Bianca Menicucci. Ogni giorno per lei quattro ore di allenamento tra danza classica e contemporanea, ma senza mai tralasciare lo studio. Ad attenderla ci saranno tre lingue: inglese, francese e spagnolo. «Mi aspettavo un nove, non pensavo mai di arrivare al dieci e Lode. È stata una sorpresa. All’orale ho portato come tema centrale la paura. Sono sicura che mi servirà in futuro». 

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