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Attentato incendiario all’autoscuola di Stagno: «Volevano distruggerci per sempre»
Collesalvetti, il racconto del titolare Roberto Vannucci: «Non ho mai ricevuto minacce, danni enormi alla struttura»
i Stefano Taglione
Collesalvetti Un vero e proprio attentato incendiario. Non con una molotov, ma con del liquido infiammabile gettato all’interno degli uffici dell’autoscuola 3A di via Verga, a Stagno, nella notte fra giovedì scorso e ieri e poi dato alle fiamme. A raccontarlo il titolare, Roberto Vannucci, che non sa assolutamente spiegarsi chi possa essere stato, visto che «non ho mai ricevuto minacce e ai nostri clienti non abbiamo mai fatto alcuno sgarro. Tutti, insomma, ci vogliono bene».
L’incendio, per fortuna, si è spento da solo. Tanto che ad accorgersi dell’agguato, alle 9.30 di ieri mattina, è stata una dipendente dell’azienda arrivando al lavoro. «È entrata per raggiungere la sua postazione, negli uffici – racconta Vannucci – e ha sentito un fortissimo odore acre. Dentro, di fatto, non ci poteva stare». Poi, man mano che defluiva dalle finestre, ha scoperto pavimenti bruciati, mobili rotti, una sedia con lo schienale liquefatto e danni ingenti «da migliaia di euro, ma che ancora non abbiamo potuto contabilizzare dal punto di vista economico».
Per gettare il liquido infiammabile, non è chiaro se benzina o altro, gli incendiari o l’incendiario avevano prima fatto un foro su un vetro teoricamente infrangibile, di un diametro di dieci centimetri circa. Poi, attraverso il varco, hanno spruzzato o tirato all’interno la sostanza esplosiva. «Per fortuna – commenta Vannucci – l’incendio si è spento da solo, evidentemente e per assenza d’ossigeno all’interno. Altrimenti sarebbe scoppiato il palazzo, tutto si sarebbe devastato ancor di più. Meno male, inoltre, che la porta dell’ufficio principale era chiusa. Da questo punto di vista è andata veramente bene, ma i danni sono notevoli. Ancora non sappiamo quanti, chi ha agito ci voleva provocare una marea di danni, distruggerci».
Vannucci ha avvertito subito il 112 e sul posto ieri mattina è sopraggiunta la polizia di Stato insieme ai vigili del fuoco, rimasti lì per almeno un’ora. I resti dell’attentato incendiario, non la bottiglia perché non c’era alcun involucro a contenere il liquido, è stato sequestrato per i campionamenti e gli accertamenti. La matrice «è chiaramente dolosa – spiega Vannucci – ma veramente non ho idea chi possa essere stato. Qualcuno sicuramente voleva distruggerci per sempre perché altrimenti quest’azione non si spiega, è stata sicuramente mirata contro di noi e non certo una bravata, né tanto meno un tentativo di furto. Noi lavoriamo bene, correttamente, e con i clienti e i fornitori non abbiamo veramente alcun tipo di problema. Non ho mai subìto minacce, non saprei veramente chi possa avercela con me».
Sull’inchiesta penale procede il nucleo investigativo dei vigili del fuoco, mentre le volanti della questura ieri hanno solo fornito aiuto ai pompieri, che tecnicamente dovrà stabilire come è avvenuto il rogo doloso. Alla polizia di Stato, in ogni caso, Vannucci andrà a presentare denuncia contro ignoti. l
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