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Livorno, nell’ex sede di Aamps in via Bandi case, parcheggi, verde e palestra
Lo prevede il nuovo piano urbanistico. Polemica Fdi sulla gestione sportiva
LIVORNO. Negli anni di progetti ne sono venuti fuori tanti. Già nel 2009 le cronache raccontavano che Aamps avrebbe voluto vendere la sua sede e che nell’area di via Bandi – a pochi metri da via Garibaldi, dall’Iti e dal Cecioni – sarebbero state costruite case (allora si parlava di una serie di palazzine più un asilo). Quello che poi è successo dopo è storia: l’azienda che si è spostata al Picchianti e ha imboccato la strada del concordato, l’ex sede di via Bandi che è rimasta deserta.
Ma ora che l’amministrazione comunale ha cominciato a svelare in commissione le carte del nuovo Piano operativo della città, salta fuori che i quasi 7mila metri quadri di proprietà di Aamps che si trovano tra via Bandi, via Zola, via Guarducci e via Martini saranno destinati all’edilizia residenziale sociale, quindi alla costruzione di case a canone concordato, più parcheggi, un’area verde e una palestra di 600 metri.
Lo ha detto così l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani: «L’area attualmente è occupata da un deposito di Aamps, un centro sociale, alcuni fabbricati. L’abbiamo individuata tra quelle degradate per lo stato in cui versa e perché la stiamo dismettendo. Lì si concorrerà quindi alla realizzazione di edilizia residenziale sociale». E per quello che si potrà andare a realizzare in futuro ha fatto questi numeri: «Oltre 3mila metri quadri di verde pubblico e parcheggi, 4.500 metri di riuso e 700 di nuova edificazione di edilizia sociale residenziale, più 600 metri quadri di direzionale e servizi, che comprende attività sportive al coperto». Aamps per ora ha presentato uno studio di fattibilità fatto dai suoi uffici. L’assessore alle partecipate Gianfranco Simoncini, contattato dal Tirreno, sottolinea che l’obiettivo è mettere a valore per l’azienda quegli spazi chiusi da anni e insieme provare a riqualificare un pezzo di città. Come c’è da capirlo. Per esempio: Aamps, che di mestiere non fa case, venderà l’area?
Per ora l’amministratore unico Raphael Rossi risponde che «il concordato prevedeva che vendessimo l’area, invece l’abbiamo salvata da un uso privato, da una vendita così com’era e insieme all’amministrazione comunale abbiamo pensato a quello che potrebbe essere un nuovo utilizzo di un intero isolato che oggi è in stato di degrado. Tenerlo così per l’azienda è anche un costo. Non era possibile utilizzarlo per la nostra sede vista posizione e le condizioni, invece usarlo per scopi pubblico-ricreativi, residenziali e anche parcheggi può essere utile. Prima abbiamo chiesto al Comune se approva il progetto, poi troveremo gli strumenti, atteso che non è la nostra missione fare i costruttori».
Intanto però in commissione ne è nata una polemica politica. Si sa che un paio di mesi fa alla polizia municipale, che nell’area di Aamps ha da anni un deposito, è stato chiesto di liberarne gran parte. In aula il consigliere di Fdi, Alessandro Perini, è intervenuto dicendo che «sono mesi che si sa che questa struttura finirà in mano a un noto gestore di impianti sportivi per farci la palestra». «Nel servizio pubblico che svolge Aamps – ha detto ancora usando queste espressioni – non c’è fare i palazzinari o ristrutturare le palestre e regalarle ai soliti noti. Vi informo che gira prepotentemente questa voce». Tra i banchi, dopo le parole di Perini, gira il nome di Lenny Bottai: il Tirreno ieri lo ha contattato e, impegnato per motivi sportivi, ha fatto sapere che risponderà in seguito. Intanto ha risposto il sindaco Luca Salvetti: «Se la palestra verrà realizzata, Aamps o il cral di Aamps valuteranno come gestirla. Noi sappiamo solo che la palestra all’ex caserma Lamarmora, la cui gestione Bottai si è aggiudicato in modo più che legittimo con un bando durante la precedente amministrazione, dovrà essere spostata per i progetti del Pinqua, e da qualche parte dovrà essere sistemata. Se poi sarà possibile trovare una soluzione in via Bandi saremo felici, anche perché in quella palestra si fa attività sportiva ma anche sociale, con bellissimi progetti che coinvolgono anche persone con disabilità».
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