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Spari ai bimbi a Livorno, il pensionato: «Hanno sbagliato tutto, ma io resto “l’assassino”»

Stefano Taglione
Il parco giochi di via Gobetti
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Il parco giochi di via Gobetti

Il settantaduenne indicato dalla folla come responsabile dei fatti del parco giochi si sfoga: «Ho i filmati, in quel momento stavo mangiando una pizza»

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LIVORNO. «A mio parere la polizia ha sbagliato, perché fin dall’inizio ha dato ascolto alla folla e non ha svolto altri accertamenti. Io, con gli agenti delle volanti, sono stato disponibilissimo: ho dato l’ok alla perquisizione della mia casa e ho consegnato una pistola, un’arma da fuoco vera e non certo una carabina ad aria compressa come quella, forse, che ha utilizzato chi ha sparato verso la ragazzina».

A parlare è nuovamente il settantaduenne livornese che sabato scorso, dalla folla che riempiva il parco giochi di via Gobetti, era stato additato come lo sparatore. E che dai poliziotti, per firmare il verbale di perquisizione di acquisizione della sua Beretta, è stato accompagnato in questura con un’auto di servizio.

Lei si è dichiarato fin dall’inizio innocente, mettendo a disposizione anche i filmati di quelle ore del circuito di sorveglianza interno alla sua casa.

«Assolutamente. Alle 20.15, per altro, si vede che faccio la doccia in giardino e subito dopo, a casa, arriva mia moglie con le pizze. Le stavamo mangiando in giardino quando fuori si è scatenato il caos».

Dopo cos’è successo?

«I poliziotti sono venuti a casa, hanno fatto una perquisizione da me caldeggiata e poi hanno acquisito una vecchia pistola che avevo in cassaforte. Gliel’ho indicata io, ma è un’arma da fuoco, non ad aria compressa».

Come mai, alcune persone, quella sera l’hanno indicata come colpevole?

«Non lo so, è stata una suggestione generale. Ma io non ho fatto nulla. Nonostante ci sia stato questo errore, e la polizia sia stata portata dalla folla nella mia casa, io per molti resto “l’assassino”. Sa cos’è successo oggi (ieri per legge ndr).

Cosa?

«Un’auto è passata davanti a casa e chi guidava ha urlato “Assassini”. La sera stessa della perquisizione hanno tirato un mattone in piscina. Basta, non ne posso più. Spero che prendano il responsabile, solo così l’incubo potrà finire». l

S.T.

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