Gioco
Parto sul Frecciabianca, il racconto delle livornesi che hanno fatto nascere la bimba: «Una grande emozione»
Sul treno c’era una Oss, che ha agito in videochiamata con l’ostetrica. Entrambe lavorano al Santa Chiara di Pisa ed entrambe vivono a Livorno
LIVORNO. Stava andando a trovare la mamma col Frecciabianca Roma-Torino quando ha visto un capannello di persone qualche sedile accanto al suo. «Sono andata a vedere e mi sono accorta che c’era una donna in fase di travaglio». E la piccola, alla fine, è nata lì, sul treno. Senza problemi. Grazie al provvidenziale intervento dell’operatrice socio sanitaria Isabella Carnero e dell’ostetrica Daniela Sanfilippo, che l’ha seguita in videochiamata. Entrambe livornesi ed entrambe in servizio nelle sale parto del Santa Chiara di Pisa.
Il travaglio
È successo tutto intorno alle 12 di lunedì nel momento in cui il treno è arrivato ad Arquata Scrivia in provincia di Alessandria. «Il capotreno (Loredana Ferreri insieme al caposervizi Andrea Luschi, ndr) con l’altoparlante ha chiesto l’intervento di un medico per un passeggero – racconta Carnero –. Io ero nella carrozza 6, a circa metà del treno e ho visto un capannello di persone». Ha quindi immaginato che era proprio lì, a due passi da lei, che serviva aiuto. «Ho chiesto se qualcuno si stesse sentendo male e in quel momento ho capito che cosa stava succedendo. C’era una donna in travaglio». La donna, al secondo parto, era di 41 settimane e la sua bambina aveva veramente voglia di uscire dal pancione della mamma. «Mi sono qualificata come Oss, mi sono accertata che il capotreno avesse chiamato un’ambulanza con il medico a bordo e ho fatto sdraiare la signora. Avevo appurato che si trovava in fase espulsiva». Ed è a questo punto che Carnero chiama Daniela Sanfilippo.
La videochiamata
«Era il mio giorno di festa – racconta l’ostetrica – dunque non ero al lavoro. Lì per lì, quando Isabella mi ha raccontato che cosa stava succedendo, ho pensato a uno scherzo». Ma così non era. Dunque Sanfilippo, in videochiamata con la collega sul posto tramite il cellulare tenuto dal capotreno, ha iniziato «a dare suggerimenti su come aiutare la donna a partorire. L’abbiamo assistita e la collega ha messo in pratica ciò che più volte ha visto in sala parto. A un certo punto è uscita la testolina e io le spiegavo come fare per far nascere la piccola». «Una passeggera di 86 anni – dice Carnero – mi ha dato degli asciugamani e quando la bambina è nata l’ho presa, l’ho coperta e l’ho data alla mamma». In quel momento è arrivato il medico del 118, giunto con l’ambulanza della Croce Verde, che ha preso in carico mamma e figlia, entrambe in buona salute e ancora legate dal cordone ombelicale. Le due sono state trasportate all’ospedale San Giacomo di Novi Ligure.
Parto ok
«Non so se la signora stesse viaggiano da sola – dice la Oss – Probabilmente era salita sul treno con un’altra donna ma non mi sono posta il problema in quel momento. Perché in quel momento ho pensato solo alla mamma e alla bambina. Non c’era tempo per altro. Io poi sono abituata così. Per me è normale». Oltre la normalità, invece, è l’esperienza che si è trovata a vivere sul Frecciabianca. «Una cosa del genere non mi era mai capitata prima»; conferma l’operatrice socio sanitaria. Nonostante la sua esperienza. Perché Carnero, 63 anni domani, lavora all’ospedale di Pisa da 33 anni e negli ultimi otto è stata impiegata in sala parto.
«Grande emozione»
«Come mi sono sentita quando ho visto che era andato tutto bene? Molto felice. Avessi potuto le avrei accompagnate in ospedale con l’ambulanza». E per fortuna è stato un parto regolare, senza complicazione e la bambina, dopo circa 40 minuti di travaglio, è nata sanissima. Per la soddisfazione di tutti. Compresa l’ostetrica Daniela Sanfilippo che ha gestito il tutto da remoto. Lei, 47 anni, lavora nelle sale parto del Santa Chiara dal 2004. E quella vissuta in videochiamata col Frecciabanca con la collega è un’esperienza che difficilmente potrà dimenticare.
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