Gioco
Rider travolto e ucciso a Livorno, il guidatore della Maserati patteggia la pena
Nel marzo 2022 lo scontro sul viale Marconi in cui perse la vita William De Rose. Un anno e due mesi con sospensione della pena a chi guidava
LIVORNO. Ha patteggiato un anno e due mesi il conducente settantaduenne della Maserati che, il 25 marzo del 2022, rimase coinvolto nello schianto all’incrocio tra viale Mameli e via del Fagiano in cui perse la vita il rider livornese di trent’anni William De Rose. Per Giuseppe Fiumano, che era risultato negativo sia all’alcol test che al narco test, che era accusato come atto dovuto di omicidio stradale colposo e che è difeso dall’avvocato Florenzo Storelli, la pena è sospesa. Dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero, qualche giorno fa c’è stato dunque l’accordo tra le parti. Sullo sfondo ci sono una mancata precedenza – quella della Maserati – e il nodo della velocità – quella del rider. Quest’ultima infatti, secondo il perito nominato dalla procura, sarebbe stata ben oltre il limite di 50 chilometri orari e, in questo modo, si prefigura un concorso di colpa. Versione che, d’altra parte, non convince il legale della famiglia De Rose, il cui perito ritiene che il rider viaggiasse al di sotto dei 50 Km/h. Elementi, questi, “inglobati” in sede penale dal patteggiamento che potrebbero però avere importanza contestualmente a un possibile risarcimento del danno.
L’incidente
È trascorso oltre un anno dal giorno dello scontro. Incidente che, lo ricordiamo, fu in grado di accendere un’accesa discussione intorno al mondo dei rider. Si parlò a lungo dei turni di lavoro dei fattorini, dei loro contratti e delle tutele garantite durante il servizio. Discussione che non ha poi avuto un grosso seguito, anche alla luce degli ulteriori incidenti che si sono verificati in città. Era un venerdì pomeriggio. William De Rose era sullo scooter e che utilizzava per le consegne con Deliveroo e, in base a quanto ricostruito, stava percorrendo il viale Marconi in direzione dell’ospedale. La Maserati, invece, viaggiava sul viale provenendo dalla zona di via Gramsci. Poi ha svoltato a sinistra, verso via del Fagiano. E qui, all’incrocio tra le due strade, c’è stato lo scontro. Un impatto violentissimo. La macchina è risultata subito danneggiata nella parte anteriore destra, lato passeggero. E aveva il vetro incrinato, sempre dal lato del passeggero. Dunque il rider, dopo lo scontro, è volato sul vetro, prima di cadere a terra. Lo scooter, irriconoscibile, ha finito la sua corsa accanto alla Maserati, che dopo l’incidente è stata sequestrata dalla polizia municipale per effettuare gli accertamenti necessari. Il giovane rider, dopo vari tentativi di rianimazione effettuati sul posto, è morto al pronto soccorso di Livorno.
Le indagini
Come accade nei casi in cui si verifica un incidente stradale mortale con la presenza di più soggetti, la procura ha aperto un’inchiesta indagando il conducente della Maserati che, dopo la chiusura delle indagini, ha patteggiato, appunto, un anno e due mesi. È stata inoltre inviata una somma che la famiglia ha trattenuto a titolo d’acconto in quanto ritenuta insufficiente. Il legale della famiglia De Rose, d’altra parte, non esclude un prosieguo dell’iter in sede civile.
Il mondo dei rider
Come detto, caso in questione a parte, l’incidente ha aperto un dibattito sulla vita del rider e sull’importanza che ha il fattore tempo perché meno tempo impieghi a consegnare il prodotto più corse puoi fare. Nel marzo dello scorso anno a Livorno risultavano un centinaio di lavoratori impiegati come fattorini. Ad eccezione dei dipendenti dei locali che si servono di propri addetti, la maggior parte dei rider lavora per portali online.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
