Gioco
Ok al concordato per la Gvs di via Pian di Rota: lavoratori ripagati al 100%
Livorno: la società del gruppo Baracchina rossa gestiva il tabacchi che ora è stato venduto. Ecco come saranno risarciti i debitori
LIVORNO. Omologato il concordato preventivo e la transazione fiscale di Gvs, società livornese del gruppo Baracchina rossa. È quanto ha deciso la sezione fallimentare del tribunale di Livorno, con il collegio presieduto dal giudice Gianmarco Marinai e a latere le colleghe Emilia Grassi e Nicoletta Marina. «L’omologazione – spiegano gli avvocati fiorentini Matteo Cecconi e Filippo Papini di Giovannelli, Masi, Cecconi & Associati, che hanno diramato la notizia con un comunicato stampa – è stata ottenuta nonostante il voto contrario dell’Agenzia delle entrate, grazie allo strumento del cosiddetto “cram down fiscale”, in forza del quale la società ha ottenuto l’estensione obbligatoria all’erario della proposta concordataria, ritenendo quindi meritevole la soluzione della ristrutturazione concordataria e imponendola all’Agenzia delle entrate».
L’anno scorso erano state depositate sia la proposta concordataria che il piano, mentre a novembre il tribunale aveva ammesso l’azienda in crisi al concordato preventivo. I creditori avevano comunque votato contro al progetto di risanamento: su 627.271,74 crediti ammessi al voto, infatti, solo 148.642,57 avevano scelto questa via. Non l’Agenzia delle entrate e l’Inail. Ma il collegio ha comunque approvato la ristrutturazione. «Il piano, di natura liquidatoria, posto a fondamento della proposta concordataria prevede di far fronte ai debiti della società (proponendo ai creditori le percentuali di soddisfazione) – si legge nel provvedimento dei giudici – mediante la riscossione dell’unico credito ritenuto esigibile per 25.000 euro, la disponibilità liquida di 15.470,98 euro, la finanza esterna per 170.000 euro offerta da Baracchina rossa srl e il credito Iva per 53.958,12 euro».
Secondo il tribunale, quindi, l’attivo concordatario necessario a coprire il fabbisogno concordatario viene stimato in 264.429,10 euro e basta per ripagare integralmente i lavori subordinati. «Tale attivo – si legge infatti nel dispositivo firmato dal giudice Marinai – consentirà secondo il piano predisposto dalla proponente il pagamento integrale delle spese di procedura e dei creditori prededucibili, dei crediti dei lavoratori subordinati, dei crediti dei professionisti e dei crediti degli artigiani». Poi nella misura del 20% i restanti creditori privilegiati: «previdenziali e assistenziali, erariali privilegiati, per accise privilegiati, nella misura del 20% tutti i creditori chirografari, nella misura dello 0% i creditori postergati».
Il piano prevede inoltre un pagamento in favore dei creditori immediatamente successivo all’omologazione del concordato, deciso lo scorso 15 giugno, e il pagamento nella misura del 20% del complessivo debito tributario verso l’erario e del debito di natura previdenziale ed assistenziale è oggetto della proposta di transazione fiscale. l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
