Gioco
Nave Amerigo Vespucci, a Livorno il battesimo dei nuovi allievi
Parte la campagna estiva di addestramento. E in serata va in scena la festa Mak P 100. Il comandante Di Renzo rivolge il “buon vento” e spiega tutto il percorso. Prevista anche la diretta su Raiuno
LIVORNO. C’è chi parte e c’è chi festeggia il primo traguardo della carriera da ufficiale della Marina Militare. La partenza riguarda quelli che stanno per diventare ex “pivoli”: sono loro a imbarcarsi, questa mattina a Genova, per la campagna estiva di addestramento che porterà la nave scuola a vela Vespucci, al comando del capitano di vascello Luigi Romagnoli, sulla rotta del giro del mondo. Oltre 40mila miglia e circa 20 mesi lontana dall’Italia. E mentre al mattino gli allievi della prima classe vanno a formalizzare il loro battesimo del mare, a Livorno – in serata – si alzerà il sipario sulla festa del Mak P 100, ovvero la fine dei corsi in Accademia Navale e l’inizio del percorso da ufficiali in carriera.
Sull’asse Livorno – Genova quello di oggi sarà un evento importante, dopo gli anni delle chiusure causate dalla pandemia da Covid che avevano impedito il già programmato giro del mondo del Vespucci. Sarà una giornata di festa per la Marina Militare e per l’Accademia Navale che forma i futuri ufficiali in un ambiente dove i valori etici, sociali e culturali sono la via maestra per le classi dirigenti di domani. A salutare gli allievi in partenza – oltre ad alte cariche dello Stato e militari – ci sarà naturalmente il contrammiraglio Lorenzano Di Renzo, comandante a S. Jacopo.
Di Renzo, come comandante dell’Accademia Navale, che cosa dirà agli allievi in partenza? Quale sarà il suo augurio?
«Alla Prima Classe dell’Accademia Navale, che si appresta a partire per la Campagna d’Istruzione a bordo della nave più bella del mondo, rivolgerò un marinaresco augurio di “buon vento”. L’auspicio che dedico ai ragazzi ed alle ragazze che si preparano a vivere questa splendida avventura è quello di affrontarla con grinta ed entusiasmo affinché i mari che li attendono e che a breve solcheranno, possano realizzare compiutamente la metamorfosi vissuta da tutti i loro predecessori, trasformandoli in marinai veri e abili professionisti. Auguro loro di vivere con sincera passione un’esperienza unica e gratificante, di indossare con onore l’uniforme della Marina militare e di svolgere con fierezza il ruolo di ambasciatori d’Italia nel mondo, naturali eredi di una tradizione storica e culturale di assoluta eccellenza».
Che cosa devono “imparare” i cadetti da questa esperienza del battesimo del mare?
«La campagna addestrativa, rappresenta il primo vero contatto degli allievi con la vita di bordo e l’ultima, decisiva fase del processo che trasforma la classe in un vero e proprio Corso. In Marina – a differenza di quanto avviene negli altri istituti di formazione militare, dove l’identità è generalmente imposta – la formazione del Corso è strutturata in forma maieutica, secondo un processo, al tempo stesso, intimo ed ecumenico; un rituale che perdura immutato dal 1931 e grazie al quale – da allora – gruppi eterogenei di ragazzi di ogni estrazione e rango, acquistano forma ed identità, radunandosi intorno ad un nome, un vessillo ed un motto. Sono momenti che non si raccontano, che ogni corso custodisce nella memoria, fatti di confronto aspro e sincero, ma anche di intensa commozione e, soprattutto, della rivelazione del senso di fraternità che rappresenterà per sempre un legame indissolubile. La campagna addestrativa, per gli allievi, rappresenta un’immensa sfida: un continuo duello contro il sonno, contro la fatica fisica e mentale, una disputa tenace con gli elementi, il vento, il mare, la pioggia e una sfida soprattutto con se stessi. Si tratta del momento in cui, con gli spruzzi delle onde sulla pelle e respirando il salmastro a pieni polmoni, gli allievi stabiliscono un rapporto diretto ed intimo con il mare, l’elemento che li vedrà protagonisti per gran parte della loro vita professionale».
Qual è il messaggio che la nave scuola a vela porterà durante le soste nei porti?
«Nave Vespucci – 92 anni compiuti – è pronta ad affrontare il secondo giro del mondo della propria storia gloriosa. A vent’anni di distanza dal precedente, visiterà 31 porti di 28 diversi Paesi, toccando 5 continenti. Quella che è unanimemente riconosciuta come “la nave più bella del mondo”, nei prossimi 20 mesi, si farà promotrice dei valori della storia e della cultura nazionale, nonché dell’eccellenza produttiva italiana. Nel corso di questo lungo viaggio il Vespucci faciliterà lo sviluppo ed il consolidamento di collaborazioni, creando opportunità relazionali, di cooperazione e promozione dell’immagine del nostro Paese in tutto il mondo».
La diretta su Raiuno
Con la partenza da Genova, la nave scuola a vela assume così anche il compito di ambasciatrice del Made in Italy. A tale progetto, voluto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, partecipano anche la Presidenza del Consiglio e praticamente tutti i ministeri. Prima tappa sarà il Principato di Monaco, poi le Canarie, il Brasile, l’Uruguay, l’Argentina con sosta di 5 mesi da novembre 2023 per lavori, quindi l’Oceano Pacifico, il Cile, gli Usa, il Giappone, le Filippine, l’Australia, l’India, la Penisola Arabica, con rientro in Mediterraneo da Suez. Nel giugno del 2024, in California, saranno imbarcati gli allievi della prima classe che entreranno in Accademia alla fine di questa estate.
Gli eventi genovesi saranno salutati dal passaggio della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori (ore 14. 35) e da una formazione dell’Aviazione Navale della Marina (ore 15. 25) . In diretta su Raiuno dalle ore 11 in collaborazione con Difesa Servizi, verrà trasmessa la cerimonia alla banchina dei Magazzini del Cotone. La nave mollerà gli ormeggi alle 14 accompagnata da una sfilata di imbarcazioni e alle 14.30 ci sarà l’incontro in mare con le barche dell’Ocean Race, la regata intorno al mondo (appena conclusa e vinta dall’italiana Francesca Clapcich) con passaggio virtuale di testimone al Vespucci che seguirà le orme dei moderni scafi in questi giorni radunati a Genova.
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