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Livorno

La sentenza

«Ha picchiato la moglie per 20 anni»: operaio di Livorno patteggia e inizia una cura per uomini maltrattanti

di Stefano Taglione
L'ingresso del tribunale penale di Livorno
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L'ingresso del tribunale penale di Livorno

Il percorso è ancora in corso e nel frattempo il sessantenne è tornato a vivere con la donna. La pena è stata di un anno e nove mesi di reclusione

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LIVORNO. Avrebbe picchiato la moglie per 20 anni, provocandole anche una lesione alla milza. Ma a fronte di un percorso già avviato per uomini maltrattanti – che fra l’altro ha comportato anche la ricomposizione del nucleo familiare, con la coppia che è tornata di nuovo a convivere – la giudice per le indagini preliminari Tiziana Pasquali ha accettato il patteggiamento di un anno e nove mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e la frequenza, per un breve periodo, di un ulteriore percorso per gli uomini che arrecano violenza sulle donne.

La sentenza

È la pena, per un operaio livornese di 60 anni, che è stata concordata dalla pubblico ministero con l’avvocata che difendeva l’uomo, Angie De Santi Simonini. Il reato è maltrattamenti in famiglia, fra l’altro aggravato dalla presenza di un minore, visto che i due hanno un figlio. Circostanza che per l’imputato, ora condannato, avrebbe potuto comportare il carcere. Ma il rito premiale, con lo sconto automatico di un terzo della pena, e la pena (sospesa) bassa rispetto a quanto poteva prevedere questa fattispecie, di fatto evita il carcere per l’operaio. La donna lo aveva denunciato nell’agosto del 2022, raccontando che le violenze andavano avanti da 20 anni. Poi, però, ha rimesso la querela.

Divieto di avvicinamento

Inizialmente, il tribunale, aveva disposto il divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi da lei abitualmente frequentati. La coppia, per un periodo, aveva quindi smesso di vivere sotto lo stesso tetto. Ma dopo il percorso dedicato agli uomini maltrattanti, e la remissione di querela da parte della vittima, tutto è cambiato e la misura cautelare è stata revocata. I due si sono riappacificati e nonostante il processo in corso, e il pregresso violento, sono tornati a vivere insieme. Il figlio – secondo quanto ricostruito – sarebbe stato comunque all’oscuro di tutto, visto che sarebbe stato sì in casa quando il marito avrebbe picchiato la moglie, ma non avrebbe assistito in prima persona alle violenze. La donna, che nell’ultimo periodo era stata anche ricoverata in ospedale, era stata dimessa con 40 giorni di prognosi a causa della lesione della milza.

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