Gioco
Livorno, accordo per le bonifiche dall’Eni di Stagno al porto di Livorno. Ma non ci sono tempi certi
Firmato un protocollo in Comune fra la Regione e tutti gli enti locali. Le parole dell’assessora regionale Mania Monni
LIVORNO. Un accordo per bonificare le aree Sir (acronimo di “Siti di interesse regionale”) di Livorno e Collesalvetti e per spronare il Governo ad agire sulle Sin (quelle di interesse nazionale) che qui «coincidono con le aree di crisi complessa, crisi alla quale comunque i livornesi stanno reagendo», spiega il sindaco Luca Salvetti. In pratica, per identificarle, parliamo dei perimetri industriali che vanno dall’Eni di Stagno al porto di Livorno, nell’area nord della città. Anche se «tempi certi non né possiamo dare, visto che lo Stato ha stanziato per la Toscana solo 39 milioni di euro», sottolinea l’assessora regionale all’ambiente Monia Monni.
Cosa prevede l’intesa
Verifiche ambientali per conoscere in particolare lo stato di salute delle acque sotterranee l’obiettivo del protocollo di intesa stipulato ieri pomeriggio nella sala cerimonie del municipio e firmato ieri da Regione, Provincia, Comuni di Livorno e Collesalvetti, Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, Arpat, Asl, Autorità idrica toscana a Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. Per la Regione, nella sala delle cerimonie del municipio, c’era l’assessora all’ambiente Monia Monni. Con lei, fra gli altri, ovviamente i sindaci Luca Salvetti (Livorno) e Adelio Antolini (Collesalvetti) insieme all’assessora labronica all’ambiente Giovanna Cepparello, ai colleghi Gianfranco Simoncini e Silvia Viviani, al presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrini e al consigliere regionale Francesco Gazzetti.
L’incognita dei soldi
Chiaramente questo è un primo passo, per altro dopo anni in cui sui siti si è fatto poco o nulla (solo a Stagno c’è stato qualche passo in avanti). Le bonifiche restano quindi lontane, anche perché i soldi dovranno metterceli i privati proprietari delle aree (di pubbliche ci sono solo quelle marittime). «Gli enti pubblici – spiega l’assessore comunale alle politiche industriali, Gianfranco Simoncini – devono studiare l’area e coordinare gli interventi, mentre il privato dovrà metterci i soldi». «Si sigla un accordo di collaborazione per procedere alla messa a sistema del sito di interesse regionale, deperimetrato dal nazionale – afferma Monni – Dobbiamo capire lo stato di salute dei luoghi, in particolare della falda. È un percorso impegnativo che ci vedrà alla ricerca di risorse, perché le bonifiche sono un tema poco caro a chi governa. Per tutto il Paese sono stati stanziati circa 500 milioni, 39 dei quali alla Toscana. Bisogna capire che le bonifiche non sono una spesa, ma un investimento». La firma di ieri – quella avvenuta in municipio solo simbolica, visto che la vera è stata in digitale – vuole essere uno stimolo per il Governo sulla parte di propria competenza. «Questo territorio – prosegue Salvetti – non deve essere messo in secondo piano. Abbiamo grandi potenzialità». Nei prossimi giorni Monni sarà a Roma per chiedere un tavolo sulle bonifiche: «Per quanto riguarda il Sin di Massa Carrara – sottolinea – noi, come Regione, abbiamo dovuto anticipare 12 milioni e mezzo per non perdere i fondi del Pnrr. Così non va bene, il Governo deve fare la sua parte. Anche perché se parliamo di falde acquifere da bonificare non è che possiamo dividerle in nazionali o regionali».
Cosa sono Sin e Sir
Ma che differenza c’è fra Sin e Sir? Essenzialmente sono la stessa cosa, ma la competenza è diversa. Il Sito di interesse nazionale come dice la parola stessa ha una competenza ministeriale, il Sito di interesse regionale è della Toscana. Ne consegue, quindi, che per ognuno di questi c’è un diverso responsabile. Col protocollo si cerca di coinvolgere di più i Comuni e spronare il Governo ad aprire un tavolo per vedere un’orizzonte sulle bonifiche quanto mai necessarie. Nel Sin ricade la raffineria Eni e la parte al largo del porto di Livorno, il resto – il porto stesso e tutta l’area fino a Stagno – è Sir ed è per altro molto più estesa della parte nazionale.
Tavolo di controllo
Viene istituito, inoltre, un tavolo tecnico permanente coordinato dalla Regione «per seguire le attività di monitoraggio, di studio e di progettazione e realizzazione degli interventi pubblici e privati di caratterizzazione e bonifica», spiega la Regione. Al tavolo tecnico potranno essere convocati, per acquisire contributi e pareri non vincolanti, anche i rappresentanti delle forze produttive e sociali locali. «Grazie al protocollo i soggetti coinvolti definiranno un percorso condiviso – prosegue la Regione – che prevederà anche l’acquisizione di tutti i dati ambientali e lo studio dell’eventuale necessità di interventi di messa in sicurezza della falda acquifera sotterranea. In particolare riguardo alla bonifica delle acque sotterranee il protocollo prevede che gli enti collaborino per “recuperare e mettere a sistema le conoscenze e i dati utili per ricostruire lo stato di contaminazione delle acque sotterranee del territorio del Sir, intraprendere un percorso per promuovere la realizzazione di uno studio idrogeochimico aggiornato finalizzato a definire il modello concettuale, i valori di fondo naturali o antropici specifici per le aree portuali ed industriali limitrofe e identificare conseguentemente i necessari interventi di messa in sicurezza e bonifica delle acque sotterranee».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
