Il Tirreno

Livorno

Il caso

Maltempo, fiume d’acqua dal tetto: distrutta una casa popolare di Livorno e sfollata una famiglia

Stefano Taglione
La pioggia che precipita dal soffitto
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La pioggia che precipita dal soffitto

Le lacrime di Barbara: «Ho perso tutto, ora siamo da mia sorella». La donna ha anche una figlia disabile che fra pochi giorni dovrà sostenere la maturità

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LIVORNO. La sua casa popolare non c’è più. Distrutta dalla furia dell’acqua penetrata come un fiume prima dal soffitto e poi dai lampadari «a causa della guaina impermeabile sul tetto che gli operai non avevano ancora posizionato nonostante mio marito, che è del mestiere, glielo avesse chiesto espressamente».

È un dramma quello che sta vivendo Barbara Pozzi, una cinquantaduenne livornese che insieme al marito e ai due figli di 19 e 15 anni abita (o meglio abitava, fino al 30 giugno) in un alloggio di Casalp in via Passaponti 15, non lontano da via Garibaldi. Nella mattinata del 30 giugno, lei e la sua famiglia, alle 8 si sono svegliate con un torrente in discesa dal tetto non più impermeabilizzato a causa dei lavori in corso. Sono i cantieri del progetto “Sicuro verde sociale”, finanziato con il Pnrr, il Piano nazionale ripresa e resilienza. «La stessa sorte – racconta – è toccata al vicino di casa, visto che i muratori stavano lavorando sia sulla mia porzione, che sulla sua. Abitiamo all’ottavo e ultimo piano, ma l’acqua è scesa fino al settimo. Asciugherà forse fra tre giorni, naturalmente non c’è luce e sono dovuta scappare da mia sorella, che però non mi potrà ospitare in esterno».

Il Comune «per almeno una settimana – precisa la donna – mi ha offerto ospitalità all’hotel Stazione di viale Carducci, ma non devono darmi un albergo, semmai una casa nuova, perché questa non esiste più». In un video da lei girato durante il picco della pioggia si vede l’acqua scendere perfino dai lampadari, con dei secchi piazzati in mezzo alle stanze per tamponare l’emergenza. «Devo ringraziare i vicini di casa che mi hanno dato una mano – conclude Barbara – perché altrimenti da sola non ce l’avrei fatta. Ho bisogno di aiuto perché mia figlia, che ha 19 anni e fra cinque giorni sosterrà l’esame di maturità, è in carrozzina e necessita di essere seguita. Occorre l’elettricità per accudirla perché ha bisogno di ventilazione ed è stato veramente molto difficile con lei. Il geometra di Casalp mi ha suggerito di portarla in ospedale, ma non è mica malata che deve essere ricoverata. Ha solamente le sue difficoltà ed è una persona normale. Lei deve rimanere con me e in una casa non distrutta».

Nel corso della giornata la donna ha ricevuto la telefonata dell’assessore alla casa Andrea Raspanti, che poi si è recato sul posto per verificare la situazione. Pozzi, insieme alla famiglia, è assegnataria della casa da due anni. «Ma non c’è pace – spiega – perché già l’anno scorso avevamo avuto un problema con gli ascensori, ora con il tetto non impermealizzato. Mio marito agli operaio glielo aveva detto che arrivava la pioggia e non avrebbe tenuto...».

L’uomo, fra l’altro, per precauzione aveva coperto con del nylon tutti i mobili già la sera prima. Ma non è bastato. Perché l’acqua impetuosa li ha bagnati tutti. Danneggiandoli. Distruggendo di fatto la casa «non più agibile secondo il geometra dell’istituto». Nei prossimi giorni Casalp, l’istituto per le case popolari proprietario dell’immobile, inizierà a quantificare i danni e poi deciderà in quanto tempo potrà restituire l’appartamento alla famiglia. l


 

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