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Il caso

Casa popolare di Livorno distrutta dal maltempo, l'ira di Raspanti: «L’impresa edile dovrà pagare»

Stefano Taglione
A sinistra i secchi utilizzati dalla famiglia Pozzi per tamponare l'emergenza. A destra l'assessore al sociale del Comune di Livorno, Andrea Raspanti
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A sinistra i secchi utilizzati dalla famiglia Pozzi per tamponare l'emergenza. A destra l'assessore al sociale del Comune di Livorno, Andrea Raspanti

L’assessore comunale al sociale tuona: «Casalp si è già mossa per la rivalsa con l'assicurazione, erano in corso dei lavori finanziati dal Pnrr». L'esponente dell'amministrazione ha chiamato entrambe le famiglie coinvolte e ha svolto un sopralluogo in via Passaponti

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LIVORNO. «Quanto accaduto è inconcepibile, per questo Casalp (l’istituto per l’edilizia popolare, proprietario dell’immobile ndr) con l’assicurazione è già al lavoro per ottenere la rivalsa sui danni da parte dell’impresa edile. Sono assolutamente nel cuore di queste persone, che non meritano quello che sta succedendo. Da parte nostra, come Comune, abbiamo subito messo a disposizione un albergo e io, personalmente, ho svolto un sopralluogo negli appartamenti danneggiati dalla pioggia».

A parlare è l’assessore comunale alla casa, Andrea Raspanti, che nel corso della giornata ha raggiunto via Passaponti tenendosi in costante contatto con Casalp e contattando le strutture alberghiere, come l’hotel Stazione di viale Carducci, dove ospitare le persone senza più un alloggio agibile.

Assessore, che cos’è successo nei due appartamenti all’ultimo piano di via Passaponti 15?

«Il tetto evidentemente non ha impermealizzato la pioggia. L’impresa, a Casalp, ha sostenuto di aver fatto tutto il possibile per evitare i danni. Ma i video, e le conseguenze, mi sembrano evidenti».

Le case quando saranno agibili?

«Casalp, a breve, farà un resoconto della situazione. Abbiamo esortato l’istituto a fare presto, perché queste persone devono tornare fra le mura domestiche il prima possibile. L’albergo per loro è solo una soluzione di emergenza, noi possiamo anche ospitare queste famiglie in hotel per tempi lunghi, ma la soluzione è che ritornino in casa».

Per ora dove staranno?

«Abbiamo offerto una sistemazione in hotel a entrambe le famiglie coinvolte dall’accaduto. Barbara, con il marito e i figli, per adesso ha preferito andare dalla sorella. Per lei avevamo pensato all’hotel Stazione di viale Carducci come soluzione provvisoria. Nell’altra casa, quella accanto, ci vive una signora che però al momento è ospitata in una Rsa. Non essendoci, c’era solo il figlio e lui al momento lo ospitiamo a nostre spese in un albergo. Ora dovremo capire per quanto, ce lo deve dire Casalp».

A breve quindi saprete quando potranno ritornare agibili le case.

«Certo, dobbiamo capire quali lavori ci siano da fare. Poi agiremo di conseguenza».

Sulla rivalsa verso l’impresa edile che stava svolgendo i lavori sul tetto con i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza a che punto siamo?

«A questo scopo ho subito contattato Casalp, perché essendo l’ente proprietario non se ne può occupare il Comune. Io non so neanche quale sia l’impresa, perché parlo solo con l’istituto. Dall’ente mi hanno assicurato che, dopo aver parlato con l’impresa e aver ricevuto quella risposta, si stanno già attivando per denunciare tutto all’assicurazione e chiedere un risarcimento dei danni. Quanto accaduto, lo ripeto, non è concepibile».

S.T.

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