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Portuali-Mazzini, l’asse del caos: «Va eliminata anche la ciclabile»

Portuali-Mazzini, l’asse del caos: «Va eliminata anche la ciclabile»

Livorno, dopo l’idea di Salvetti di togliere le rotatorie si accende il dibattito sul traffico in zona porto

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LIVORNO. Un incidente e per percorrere cento metri ci vuole mezz’ora. Un cantiere e la fila di auto scorre a passo di lumaca sotto il solleone. Che nel tratto compreso tra gli Scali Novi Lena e la rotatoria del Nautico ci sia un problema di traffico è noto anche al Comune. E non da adesso. Che fare, dunque? Via quella pista ciclabile lungo gli Scali Novi Lena, via la rotatoria al Nautico e conformazione della rotonda ai 4 Mori da ripensare. È questa la ricetta di chi si intende di mobilità e di chi ha a che fare quotidianamente coi veicoli in movimento. Ma andiamo con ordine.

L’effetto tappo

Qualche giorno fa il cantiere dell’Enel lungo gli scali ha bloccato mezza città, creando l’ennesimo imbuto che ha paralizzato il lungomare. «Ci sono grossi problemi – spiega l’ingegner Gabriele Casarosa, esperto di mobilità –. Uno su tutti la pista ciclabile sugli Scali Novi Lena». Come già ha scritto nel suo libro “Verso una mobilità razionale”, Casarosa ribadisce che «nel luglio del 2016 una delle corsie di marcia venne sacrificata per ricavare una pista ciclabile con una larghezza fuori norma. E il risultato sono accodamenti per almeno sei ore giornaliere che corrispondono, in termini di emissioni inquinanti, all’annullamento di molte misure prese dal Pums (piano urbano per la mobilità sostenibile, ndr) in favore dell’ambiente».

La pista ciclabile

Che fare, dunque? «Quella pista ciclabile, che peraltro è utilizzata pochissimo, andrebbe delocalizzata in zona Porta a Mare – dice Casarosa – e bisognerebbe pensare a un tracciato che passi internamente». Un concetto, questo, nell’essenza condiviso anche dal presidente dell’Aci Livorno Marco Fiorillo. «Prima che si costruisse quella pista, avevamo proposto di farla rimanere sul marciapiede in modo tale da non creare un restringimento della carreggiata. Per quanto riguarda i pedoni – prosegue Fiorillo – . Potevano passare lato terra o si poteva pensare a un marciapiede sospeso lato mare». Il presidente dell’Aci sostiene anche l’importanza di spostare la fermata dell’autobus che si trova in via D’Alesio, lato mare. Trasferimento che l’amministrazione comunale ha annunciato e ribadito di voler fare a breve: la palina avanzerà di un centinaio di metri, finendo davanti allo studio dentistico, dove c’è la zona di carico e scarico. In questo modo si eviterà che il bus si fermi dove c’è una sola corsia, rendendo impossibile il sorpasso e creando rallentamenti.

Le rotatorie

C’è poi la partita delle rotatorie che, secondo gli esperti, non contribuiscono a rendere fluido il traffico in quella che è una delle maggiori arterie della città. Cosa peraltro condivisa anche dal Comune. «La rotatoria ai 4 Mori dovrebbe essere riportata a semaforo con priorità per i mezzi pubblici – dice Casarosa –. Con tempi di programmazione che variano in base all’intensità del traffico da calcolare sugli orari della giornata». In pratica quando ci sono flussi intensi da nord a sud il verde durerebbe di più in direzione sud. E viceversa. «Questo potrebbe permettere di limitare le code e di fluidificare il traffico». Marco Fiorillo, da parte sua, dice che «va bene la rotatoria, ma devono essere mantenute le due corsie. Lì è stato fatto un marciapiede enorme, ma così il traffico non è scorrevole». Altra rotatoria al centro del dibattito è quella di fronte al Nautico, che Casarosa considera «problematica». E su questo punto Fiorillo è chiaro: «Non c’è nessuna necessità di quella rotatoria, potrebbe tranquillamente essere tolta. Hanno fatto una rotatoria che è stata creata per le biciclette, ma l’economia livornese non si basa sulle bici. E fino a che ci sarà quella rotonda sul lungomare si creerà un imbuto». Che altro si potrebbe fare per rendere più fluido il traffico in questa zona nevralgica della città? «Si potrebbe agire sul semaforo di piazza Mazzini, per esempio – conclude Casarosa –. Quell’impianto potrebbe tranquillamente essere sostituito con un sottoattraversamento. Cosa che potrebbe evitare interferenze e aumentare la sicurezza. A maggior ragione nella prospettiva di un aumento del traffico dovuto al nuovo centro in fase di realizzazione a Porta a Mare».

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di Redazione web