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Livorno, oltre tre mesi per una televisita a Pneumologia: «Non ci possiamo fare niente, non ci sono medici»

di Cesare Bonifazi
Livorno, oltre tre mesi per una televisita a Pneumologia: «Non ci possiamo fare niente, non ci sono medici»

Caos al reparto: orari contingentati per le telefonate, esami che non vengono consegnati oppure con dati sbagliati

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LIVORNO. «Dica». Chiunque provi ad avere a che fare con il nostro sistema sanitario si sente ripetere queste quattro lettere all’infinito. Spesso con la faccia di chi viene interrotto nel fare qualcosa di importante. Il paziente non può far altro che ripartire da quasi un anno prima e spiegare che, se in quel momento si trova davanti alla porta del reparto a bussare malgrado sia già orario di apertura, è dovuto al fatto che è in attesa da mesi per una televisita di cinque minuti al telefono per discutere di un esame fatto ormai tempo prima. La situazione della Pneumologia di Livorno suona più o meno in questa maniera alla maggior parte degli utenti.

Il paziente in questione, chi scrive, ha un’asma molto forte tenuto a bada per anni da medicinali cortisonici che, nel tempo, sono sempre meno efficaci. Motivo per il quale ha avuto un’impegnativa dal medico di famiglia per la prima spirometria. La richiesta del dottore risale a ottobre 2022. Attraverso il portale di prenotazioni della Regione Toscana viene preso appuntamento per il primo esame: 2 gennaio 2023. Oltre 80 giorni dopo. Intanto viene fatta una prima visita sommaria in cui viene somministrato un medicinale più forte.
La data della spirometria arriva e il personale in reparto assicura che nelle due settimane successive sarebbe arrivato il risultato ed entro il mese per la televisita. Ma i tempi della Sanità sono ben più dilatati. Tanto che a fine febbraio il paziente decide di chiamare il reparto per sapere cosa ne fosse stato del suo fascicolo. Si scopre a quel tempo che l’orario di risposta al telefono è limitata dalle 7.30 alle 9.30 e «se ha qualcosa da chiedere venga direttamente da noi la mattina». I risultati dell’esame arrivano proprio in quel periodo

Il tempo passa e solo a marzo, dopo una serie di telefonate e un paio di «ci scusi ma era uscito dal calendario», a marzo arriva la televisita. Siamo oltre i 140 giorni dal giorno dell’impegnativa e quasi 70 dal giorno della prima spirometria. La dottoressa consiglia una seconda spirometria. Il secondo esame viene fissato per il 13 maggio. Questa volta il personale è chiaro: «Non si preoccupi. Al massimo entro un paio di settimane verrà chiamato». Nulla è più accaduto. Nessuna risposta. Nessun risultato.
Intorno al 5 giugno il paziente in questione si presenta al reparto per sapere degli esami: «Ci scusi ma non sappiamo perché non è stato chiamato per i suoi esami. Ma lei venga qui invece di aspettare la telefonata. Ora la mettiamo in lista per la televisita».
29 giugno. Nessuna chiamata. Seguendo i consigli delle infermiere, ci si ripresenta a reparto alle 8 del mattino. «No, guardi, è chiuso aprono dopo le 8». Un orario più preciso? «Dopo le 8, generico, perché prima hanno da fare». Al citofono non risponde nessuno. Davanti alla porta un’anziana che ha ricevuto i risultati degli esami con i dati sbagliati. La porta si apre solo dopo aver bussato. «Dica», viene detto. 

Alla domanda sulla televisita viene chiesto il nome e il cognome, in mezzo al corridoio a dispetto della privacy. Alle proteste viene risposto: «Eh, ci dispiace ma deve aspettare non c’è personale medico e chi lavora ha gli esami prioritari da fare come le tac – viene detto chiaramente – Siamo in ritardo di tre mesi sulla tabella di marcia. Non ci possiamo fare niente». Sono passati oltre 260 giorni dalla data dell’impegnativa.

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